LEGGE EUROPEA

Sagre, nessuno stop
dalla legge anti-alcol

Friuli doc e la maggior parte delle sagre e delle feste di piazza non cadranno sotto la scure dei divieti della nuova legge europea sui limiti per la somministrazione dell’alcol sulle aree pubbliche. È questa l’assicurazione dell’assessore regionale Luca Ciriani. Gli organizzatori di sagre e gli stessi responsabili di Friuli Doc, tirano dunque un sospiro di sollievo.

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    di Federica Barella

    UDINE.
    Friuli doc e la maggior parte delle sagre e delle feste di piazza non cadranno sotto la scure dei divieti della nuova legge 88/’09 sui limiti per la somministrazione dell’alcol sulle aree pubbliche. E’ questa l’assicurazione dell’assessore regionale al commercio Luca Ciriani e dei vertici della Fipe-Confcommercio.
    Gli organizzatori di sagre e feste di paese, e gli stessi responsabili di Friuli Doc, tirano dunque un respiro di sollievo. La minaccia “europea” che vieta la vendita e somministrazione di bevande alcoliche in aree pubbliche non toccherà le centinaia di manifestazioni che animano il calendario del Friuli Venezia Giulia.

    L’assessore regionale alle Attività produttive, Luca Ciriani ha infatti spiegato ieri: «Il timore che manifestazioni temporanee a carattere estivo, ricettivo o turistico possano essere intaccate dall’entrata in vigore della nuova normativa risulta infondato». A cambiare in senso restrittivo, invece, sono le sanzioni per chi non ottempera alle norme: qualora la somministrazione avvenga la notte, tra le 24 e le 7 del mattino, le pene pecuniarie diventano più severe (arrivando ora da un minimo di 5mila ad un massimo di 30mila euro). «Il legislatore nazionale – ha spiegato Ciriani - ha lasciato spazio a quello regionale per gestire questo aspetto». In Friuli Venezia Giulia la normativa regionale attiva risale al 2005, e tale norma per ora resterà in vigore.

    Anche per il direttore generale della Fipe Confcommercio nazionale, il friulanissimo Edi Sommariva, non ci sono infatti dubbi. La legge 88 del 2009, quella che il parlamento italiano ha da poco approvato per il recepimento di norme europee anche in materia di limiti sulla somministrazione di bevande alcoliche, pur essendo farcita secondo qualcuno di termini burocratici e di parti secondo altri un po’ ambigue, non mette però limiti a manifestazioni quali Friuli Doc. «La legge in realtà aveva e ha tutt’altri scopi – spiega Edi Sommariva – . Nel mirino ci sono soprattutto i venditori ambulanti senza licenza specifica. Quelli con il camioncino appostato vicino allo stadio, o addirittura nei pressi delle discoteche».

    Gli stand di Friuli Doc e quelli delle sagre sono invece salvi. «In questo genere di iniziative, in 99 casi su 100, – spiega Edi Sommariva – i vari chioschi hanno, dietro dichiarazione di inizio attività (Dia), la licenza temporanea di somministrazione alimenti e bevande alcoliche. E proprio questa licenza temporanea è quanto li salva e li differenzia dai distributori automatici, dai camion bar itineranti o dalle gastronomie con somministrazione non assistita, tutte realtà per le quali la legge comunitaria prevede invece pesanti limitazioni».

    (ha collaborato Sonia Sicco)
    28 luglio 2009

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