UDINE. L’addio allo scrittore Tito Maniacco, morto venerdì a Udine a 78 anni, sarà dato domani, alle 15.30, con funerali in forma civile nell’obitorio dell’ospedale, in via Chiusaforte. Mario Turello ricorderà la figura dell’intellettuale mentre l’attore Fabiano Fantini leggerà un brano da
Il gentiluomo nello studio. Quindi Alessandra Kersevan canterà l’
Internazionale. La bara, sempre per volontà espressa dallo scomparso, sarà avvolta nella vecchia bandiera del Pci. Seguirà la sepoltura nel cimitero di San Vito.

Insegnante, storico e critico d'arte, Maniacco iniziò la propria attività artistica e culturale negli anni '50 con il gruppo neorealista legato alla rivista
Momenti, su cui pubblicò le prime poesie.
Oltre che nella ricerca sui temi della storia e la società friulana, Maniacco fu anche impegnato politicamente e fu consigliere comunale a Udine per il Pci dal 1970 al 1985. Alcuni anni fa il capoluogo friulano lo aveva insignito della sua onorificenza pubblica.
Tra i suoi libri possono essere ricordati
Breve Storia di Udine,
La patata non è un fiore. Vivere e morire da contadini,
Da una lontananza irrevocabile,
L'uomo dei canali che era apparso anche nella
Biblioteca del Messaggero Veneto, e
Figlio del secolo.
Tito Maniacco ha anche svolto un'attività sempre più intensa anche nel campo della pittura.
Le più sentite condoglianze del
Messaggero Veneto alla sua compagna Marina Giovannelli.
Per il sindaco Furio Honsell, con la morte di Tito Maniacco «Udine perde un grande interprete del Friuli, dal quale ho imparato la vera storia di questa terra e della sua gente». Lo afferma in una nota in cui esprime il cordoglio del capoluogo friulano per la morte dello scrittore.
«Maniacco - prosegue Honsell - ha saputo dare voce a chi non l'aveva, quella stessa gente umile, coraggiosa e onesta che rappresenta il nostro Friuli. Sono molto colpito dalla perdita di questo straordinario artista e letterato - conclude - che ricordo vinse il premio Epifania 2002 di Tarcento proprio quando anch'io ero tra i giurati».
Secondo l'assessore alla Cultura, Luigi Reitani «la multiforme opera di Tito Maniacco è stata finora ampiamente sottovalutata. Sono fermamente convinto che il futuro gli renderà quel posto che gli spetta».
Ricordando il «rapporto di stima e amicizia» con il poeta scomparso, Reitani lo definisce «uno scrittore innamorato della vita e delle sue contraddizioni, un artista originale e pregnante, un intellettuale che ha sempre cercato di comprendere la complessità del nostro mondo per cambiarlo, senza mai perdere - conclude - il gusto dell'ironia e dell'autoironia».
22 gennaio 2010