di Anna Buttazzoni
TRIESTE. Un atto di indirizzo politico per chiudere i quattro ambulatori per clandestini, uno per provincia. Era questa la richiesta della Lega per approvare il Piano socio-sanitario targato Vladimir Kosic. È questa la soluzione che il presidente della Regione Renzo Tondo avalla per arrivare al sì dell’intero centro-destra a un documento che attende da troppo tempo, da quando la giunta lo approvò a inizio novembre per poi vederselo stoppare dalla maggioranza.Sanità. «Chiuderemo gli ambulatori per clandestini – dichiara Tondo –, con una circolare della Direzione centrale Sanità che diviene un atto di indirizzo politico. E abbiamo chiarito anche le altre perplessità residue, come la questione dei piccoli ospedali e dei punti nascita».
In settimana Tondo riunirà i suoi, i capigruppo del centro-destra per chiudere la partita-piano entro martedì, quando il documento passerà al vaglio della commissione e da dove dovrà uscire il sì compatto della maggioranza, come vuole il presidente Fvg. Quel sì che era già stato rinviato perchè la Lega senza un’indicazione chiara, che nero su bianco imponga la chiusura degli ambulatori, si era rifiutata di dare l’ok al piano. Tondo era in India e con il suo ritorno è tornato il sereno anche in maggioranza. Nero su bianco, d’accordo, l’indicazione di chiusura di quelle strutture ancora non c’è, ma davanti alle rassicurazioni di Tondo il Carroccio attende, fiducioso. «Non ci sono nodi insormontabili» insiste il presidente Fvg.
Mozioni Pd. Oggi in Consiglio, dopo il rinvio di ieri sera, è atteso il voto sulle due mozioni presentate dal Pd. Che esplicita cinque richieste alla giunta. La prima: ricontrattare con il governo i costi del sistema sanitario locale, richiesta che sarà trasformata in un ordine del giorno da firmare con la maggioranza. La seconda punta invece a ridefinire i processi di programmazione delle reti ospedaliere di area vasta; la terza a rivedere la partecipazione degli enti locali alla programmazione sanitaria; la quarta a dettagliare chi sono i soggetti che devono definire il piano per la disabilità e la quinta a definire le linee strategiche per l’assistenza territoriale e distrettuale.
Gruppi consiliari. Era necessaria la maggioranza qualificata, 30 voti, ne ha incassati 39. La modifica al regolamento consiliare approvata ieri dall’Aula vede dunque la nascita dei mini-gruppi da due consiglieri, per la costituzione di quello della civica “Cittadini”. Un sì arrivato dal Consiglio solo temporaneamente, perchè dalla prossima legislatura i gruppi non potranno avere meno di tre componenti. La modifica costa circa 120 mila euro in più all’anno. «Ma è uno sforzo – commenta il presidente del Consiglio Edouard Ballaman – per spendere meno dalla prossima legislatura, circa 350 mila euro in meno all’anno».
Vitalizi. Sarà Mario Bertolissi, avvocato friulano, docente di diritto costituzionale all’Università di Padova, l’esperto cui il gruppo consiliare del Pdl si rivolgerà per un parere sulla richiesta di referendum per abrogare vitalizi e buonuscite dei consiglieri regionali. Il nome è stato indicato da Ballaman e la richiesta al gruppo è arrivata dai due componenti Pdl nell’ufficio di presidenza, Antonio Pedicini e Piero Tononi. «Non vogliamo che la decisione sia politica – spiega il capogruppo Daniele Galasso – e quindi metteremo i nostri consiglieri nelle condizioni di avere più strumenti tecnici possibile a disposizione. E Bertolissi è un professionista d’alto profilo».
04 marzo 2010