Alla scoperta dei licei coreutici: prospettive e rischi

La riforma della scuola superiore prevede la nascita dei licei coreutici e uno sarà a Udine. Ma quali prospettive offre questa nuova scuola e quali rischi ha in sé? Tutte le risposte

    di Elisabetta Ceron
    Alla vigilia dell’apertura, a Udine, del quinto dei licei coreutici del territorio nazionale, molti sono i quesiti che gli operatori del settore e gli stessi studenti si pongono sulla spendibilità del diploma, le caratteristiche per l’esame di ammissione, i programmi e gli sbocchi che questo nuovo indirizzo di studi offre. Perché è di danza che si parla, dunque di un’arte. Quindi, istituire un percorso liceale, come, per esempio, si potrebbe fare per drammaturgia e recitazione, assecondando, in tal modo, una prospettiva di più ampia scolarizzazione in questi ambiti, può davvero costituire un volano efficace, nello specifico, della danza? Un tavolo di discussione, è indetto dal Comitato delle scuole di danza del territorio, sabato 24 aprile all’Auditorium della Regione a Udine (inizio alle 10), sul tema: “Partono i licei coreutici: chi li gestirà? come e chi potrà insegnarci… Viviamo in una Regione autonoma che ha la possibilità di legiferare senza aspettare indicazioni nazionali: porta le tue idee e le tue esperienze”.

    Quali siano dunque, accanto a questi interrogativi, i punti salienti inerenti la riforma dei licei coreutici lo chiediamo a Giovanna Greco, docente dell’Accademia Nazionale di Danza di Roma e interfaccia, insieme alla direttrice Margherita Parrilla, dell’Accademia presso il Ministero. «L’Accademia – puntualizza – fondata nel 1940, è l’unica struttura in Italia che assolve il compito di formare danzatori, coreografi ed insegnanti. Nel ‘48 ha ottenuto un suo ordinamento che ci consente non solo di diplomare ma di formare laureati in danza grazie all’attivazione del biennio specialistico. Affiancata dalle docenti Flavia Pappacena e Annapaola Pace, il mio ruolo in seno alla riforma è stato inizialmente di avere contatti con la commissione ministeriale in veste di "addetto ai lavori" per fornire indicazioni sulla distribuzione delle ore nella parte specifica della sezione coreutica, formulando gli RDA (Requisiti di apprendimento). Ciò fatto, il resto è demandato al Ministero. A noi spetta ancora il compito di attuare le convenzioni con i licei stabiliti e programmare quindi gli esami di ammissione».

    - Proprio in merito all’esame: come si svolgerà e quali devono essere le caratteristiche dell’allievo del liceo coreutico?

    «In primo luogo lo studente deve avere un fisico idoneo, una certa attitudine alla musica e una discreta preparazione tecnica per affrontare un esame secondo i programmi di III corso dell’accademia. Il liceo così com’è oggi strutturato, forma danzatori che possono continuare il loro percorso nell'alta formazione dell'Accademia, frequentando poi il triennio e il biennio specialistici. La sola maturità coreutica garantisce già un buon livello di qualità e di formazione sia per la danza classica che contemporanea consentendo di intraprendere la professione di danzatore, partecipando poi ad audizioni in Italia e all'estero».

    - Ma la formazione coreutica consente di accedere ad altre professioni correlate allo spettacolo?

    «No, il liceo coreutico forma solo danzatori classici e contemporanei, i quali potranno usufruire di crediti scolastici per accedere poi a facoltà universitarie collegate al percorso di studi, come il DAMS ad esempio».

    - Quanti licei coreutici possono essere attivati in futuro e quanti per singola regione?

    «Il progetto è inizialmente partito con l’intento di attivare 10 licei  per coprire in parte il territorio nazionale. A tutt’oggi sono operativi quattro licei, il convitto nazionale di Roma e i licei di Busto Arsizio, Genova e Teramo. Udine partirà se verrà stipulata la convenzione con l’Accademia approvata dal Ministero. Il mio ruolo ora è quello di responsabile e di referente dei licei statali in Italia; mi occuperò di attrezzature, ammissioni, numero di alunni per classe etc..».

    - Ecco, si prevede una sezione a numero chiuso come avviene già per alcune categorie di studi? Quali saranno i programmi inerenti le materia di danza del liceo coreutico?

    «Per ora si parte con un’unica sezione a numero chiuso, non più di 22 alunni. Poi si vedrà, in quanto la disponibilità economica dipende della regione che dovrà pagare i docenti. Inoltre, programmi si devono estrapolare dai risultati di apprendimento valutando conoscenze, abilità e competenze. È previsto un biennio iniziale, solo classico, con 6 ore di tecnica accademica, 4 ore di laboratorio coreutico, 2 ore di teoria e pratica musicali, settimanali. A partire dal terzo anno, lo studente potrà fruire della specializzazione scegliendo l’indirizzo danza classica o danza contemporanea. Da questo momento in poi le materie di studio saranno integrate con storia della danza, storia della musica e laboratorio coreografico».

    - Quali possibilità al termine del quinquennio? La danza è materia principale o un indirizzo rispetto alle materie base?

    «Al termine del quinquennio, come per ogni maturità, si può accedere a qualsiasi facoltà universitaria. Non ci sono materie principali o secondarie. La danza è come l'italiano... certo le ore di danza sono in numero maggiore  rispetto alle altre materie, quindi se l'alunno non va bene in danza è meglio che scelga un altro percorso».

    - Il liceo coreutico diventa una “succursale” dell’Accademia Nazionale di Danza”?

    «Posso dire che per ora l’Accademia non ha succursali e poi noi siamo Alta Formazione mentre il liceo è una scuola secondaria».

    - Che differenza c’è tra la “sperimentazione” di cui si è tanto parlato in precedenza in ambito formazione scolastica e la situazione attuale?

    «Il liceo Coreutico fa parte della riforma della secondaria dove sono state abolite tutte le precedenti sperimentazioni».

    - Cosa accade se lo studente inserito nel programma ha un deficit, una problematica fisica, una forzata interruzione del percorso di studi?

    «Come nella scuola statale è previsto ripetere l’anno. Per ora non sono in vigore altre norme, forse ci saranno i corsi di recupero, ma è molto difficile recuperare di fronte a seri problemi fisici e/o strutturali».

    - Quali saranno i titoli per insegnare danza nei licei coreutici? E quali rapporti si instaureranno  tra l’Accademia e  liceo coreutico?

    «A tutt'oggi i diplomati di I livello non possono essere inseriti nelle classi di concorso. Nei licei coreutici potranno insegnare solo i diplomati di II livello (Diploma Accademico dell'A.N.D.). L’Accademia cercherà di monitorare i licei attivati con commissioni di esame, verifica dello svolgimento del  programma e verifica finale».
    21 aprile 2010

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