Udine affolla piazza Libertà per celebrare la Resistenza

Polemiche in tutto il Friuli attorno al 65º anniversario della Liberazione. A Udine il sindaco Furio Honsell ha detto tra gli applausi: «Vergogna per chi tenta di cancellare la memoria e il significato della lotta partigiana». Ma subito è scattata anche la polemica della destra esplicitata dal presidente della giunta regionale Renzo Tondo: «Discorso che sottolinea solo le cose che dividono».

    di Giacomina Pellizzari UDINE. «Vergogna per chi quotidianamente tenta di calpestare la Costituzione. Vergogna per chi tenta di cancellare la memoria e il significato della lotta partigiana. Viva la Resistenza! Viva la Costituzione! Viva la Repubblica italiana!». E giù uno scroscio di applausi. Con un’enfasi che raramente si sente, il sindaco Furio Honsell, ieri mattina in piazza Libertà, si è rivolto al popolo del 25 aprile con un discorso dai toni molto forti. E con gli applausi è scattata subito anche la polemica. «Discorso francamente deludente – lo bolla il governatore Renzo Tondo – perché sottolinea solo le cose che dividono».

    Ieri mattina la piazza brulicava di bandiere rosse e di striscioni che recitavano frasi come “Ieri fascisti oggi ministri” oppure “Ricordare il passato per cambiare il futuro sempre partigiani”. Il corteo, partito da piazza Primo maggio e capeggiato da tanti sindaci, dai presidenti della Regione, Renzo Tondo, e del consiglio provinciale Marco Quai, è stato accolto dall’alza bandiera sotto la regia dello speaker, Luciano Rapotez, e dagli studenti che poco più in là cantavano “Bella ciao”.

    In una cornice molto affollata, il sindaco ha sottolineato «che il 25 aprile ricorda la giornata che 65 anni fa segnò la fine della dolorosa e valorosa Lotta di liberazione dalla barbarie del fascismo. Fascismo, regime tremendo e assassino, che aveva privato l’Italia della democrazia, dei diritti civili, sopprimendo la libertà di stampa, di riunione, di espressione, privando di ogni ruolo il Parlamento, i partiti e i sindacati». E ancora: «Barbarie, ferocia, arroganza, stupidità, inciviltà che, dobbiamo impararlo bene, prendono potere molto facilmente ma sono poi molto difficili da estirpare!».

    Questo per ricordare «con riverenza le 20 mila donne e uomini friulani che, volontari, seppero scegliere di combattere il nazifascimo nel nome della libertà». Grazie al sacrificio di oltre 2.600 morti, 1.600 feriti, 7 mila deportati e oltre 12 mila prigionieri politici passati nel carcere di via Spalato, «Udine – ha evidenziato il sindaco – oggi è ricordata come città simbolo della lotta partigiana, come simbolo di civiltà». Udine, infatti, fu insignita della medaglia d’oro al valor militare per la lotta di liberazione a nome di tutto il Friuli.

    Detto questo, Honsell ha ricordato gli oltre 200 mila profughi, che dopo la guerra passarono da Udine, «ed Elio Morpurgo, sindaco di Udine dal 1889 al 1895, morto di stenti nel bestiale viaggio verso il campo di sterminio di Auschwitz. Deportato perché di religione ebraica». Un riferimento non causale questo visto che, ieri, per la prima volta alla festa di Liberazione, ha partecipato anche una delegazione ebraica. L’ha fatto per ribadire con uno striscione che pure “La brigata ebraica ha combattuto per liberare l’Italia”.

    Sottolineati i meriti dei partigiani, Honsell ha espresso parole di riconoscenza anche nei confronti delle forze militari alleate. Chiaro il messaggio: «La lotta di liberazione fu la fucina dove maturarono i principi che oggi sono espressi nella Costituzione, vero e unico fondamento della nostra Repubblica. Da qui l’ammonimento: «Vergogna per chi quotidianamente tenta di calpestarla! Per chi tenta di modificarla attraverso percorsi diversi da quelli che essa stessa prevede. E orgoglio per i giudici della Corte Costituzionale che hanno il coraggio di opporvisi! Vergogna per chi tenta di cancellare la memoria e il significato della lotta partigiana! Noi siamo qui ad affermare che questa memoria non la cancelleremo mai!».

    E per finire la domanda non è mancata: «Sapremo essere all’altezza del sacrificio di coloro che parteciparono alla Resistenza, dei valori che da loro abbiamo ereditato?». Spero di si ha risposto Honsell invitando «a riaffermare e difendere i valori della Resistenza e la Costituzione perché il totalitarismo, la violenza, la sopraffazione sono sempre pronti ad alzare la testa». E dopo aver espresso solidarietà ai lavoratori che per effetto della crisi rischiano o hanno perso il lavoro, il sindaco ha concluso il suo discorso invitando tutti «a riaffermare l’impegno per l’inclusione sociale e promuovere i valori di uguaglianza, di solidarietà e di accoglienza».

    Ma non solo. «Dobbiamo anche lottare – ha aggiunto Honsell – per difendere la natura pubblica dei beni comuni come l’acqua, affinché logiche affaristiche e opportunistiche non la consegnino in mano di pochi. Impariamo dalle repubbliche partigiane che riconoscevano l’acqua come bene della comunità e difendiamone il carattere pubblico!». È seguito uno scroscio di applausi con gente che gridava «Bravo Honsell, ripetiglielo».

    Altrettanto applaudito il discorso del consigliere comunale Federico Pirone che dopo la deposizione delle corone al monumento della Resistenza ha invitato i cittadini «a non rassegnarsi e ad andare a votare per segnare un cambiamento», i giovani a non rinunciare alle loro idee e i politici a essere «moralmente onesti e trasparenti».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
    25 aprile 2010

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