Squilibrato aggredisce un sacerdote a Gorizia

Un sacerdote di 85 anni, don Bruno Vittor (foto), è stato aggredito ieri mattina in via Roma, a Gorizia, senza un perché, da uno squilibrato di 33 anni. Gettato a terra e colpito con calci e pugni, don Vittor ha chiesto aiuto, ma nessuno dei passanti ha osato intervenire fino all’arrivo dei carabinieri.

    di Vincenzo Compagnone GORIZIA. Un anziano sacerdote, don Bruno Vittor, è stato aggredito ieri mattina in via Roma, senza un perchè, da uno squilibrato di 33 anni giunto a Gorizia da San Michele al Tagliamento, Sebastiano Tonero. Gettato a terra e colpito con calci e pugni, don Vittor - 85 anni, nativo di Aquileia, per 25 anni parroco di Mariano e attualmente canonico penitenziere in Duomo - ha chiesto aiuto ma nessuno dei passanti, intimoriti dal raptus di follia del giovane, che si dimenava come una furia urlando frasi sconnesse, ha osato intervenire.

    È stato chiamato il 112 e i carabinieri (l’uomo si è scagliato anche contro di loro) con l’ausilio della polizia sono riusciti non senza fatica a immobilizzare il 33enne. Questi è stato ammanettato e poi portato all’ospedale, così come il religioso, dalle ambulanze del 118.

    Le sequenze dell’incredibile episodio, che per fortuna non ha avuto gravi conseguenze per il sacerdote, hanno avuto inizio alle 12.30 davanti all’Auditorium, in una caldissima mattina di fine aprile. Don Vittor, come ogni giorno, stava percorrendo a piedi il tratto di strada che separa la casa canonica di Corte Sant’Ilario, in cui abita, dall’edificio della Comunità sacerdotale di via Seminario. Qui lo attendevano, per il pranzo, il vicario monsignor Adelchi Cabass, l’economo della Curia don Valentino Comar e e il cappellano del Sacro Cuore don Nicola Ban. «Scusi, mi può accompagnare all’università?»: è stata questa la domanda con cui il giovane, dall’aspetto distinto e vestito elegantemente (giacca e pantaloni color kaki, camicia azzurra, una borsa verde in mano) si è avvicinato al prete. «Mi dispiace, adesso proprio non posso» gli ha risposto don Bruno. Sono bastate queste poche parole per far scattare chissà quale molla della mente di Sebastiano Tonero, affetto (a quanto poi si è saputo) da psicosi delirante e seguito dal Centro di igiene mentale di Portogruaro.

    Il giovane ha cominciato a gridare “Io ti uccido” e altre frasi minacciose. Mentre don Vittor, spaventato, cercava di accelerare il passo, lo ha afferrato per il collo e scaraventato a terra, in strada. Il sacerdote ha battuto lievemente la nuca sul selciato, poi è stato preso a calci e colpito anche con la borsa di tela. Da una tasca dei pantaloni (il religioso indossava una felpa blu sopra un maglioncino nero, e calzoni grigio scuri) gli è scivolata fuori la coroncina del rosario. Ha tentato di riprenderla ma il folle gliel’ha strappata di mano. «Io sono Dio - ha urlato il 33enne, che forse solo in quel momento si è reso conto di avere a che fare con un prete - nessuno può toccarmi».

    Chiamati dai passanti, sono giunti sul posto i carabinieri del Nucleo radiomobile di corso Verdi, unitamente a una Volante della Polizia. Colto da un improvviso “pentimento” il giovane aveva appena sussurrato al sacerdote «Scusami, ti chiedo perdono», per riprendere però un attimo dopo a colpirlo mentre era ancora a terra. Tonero ha cercato anche di opporsi ai Carabinieri, roteando la borsa e urlando frasi del tipo «Io conosco i vostri generali, vi faccio trasferire tutti a Palermo». Alla fine è stato ridotto alla ragione e immobilizzato davanti all’ingresso dell’Auditorium. Arrestato (per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni al sacerdote, che dovrà decidere se sporgere querela o meno: probabilmente non lo farà) è stato trascinato sull’ambulanza del 118 dove è sembrato avere un mancamento.

    Portato al pronto soccorso, è stato dapprima sedato (alternava momenti di lucidità ad altri di totale confusione) e, dopo una Tac, trasportato al Centro di salute mentale dove si trova tuttora, piantonato dai militari. I Cc hanno inviato un rapporto sul fatto al pm Luigi Leghissa. Don Vittor per fortuna se l’è cavata con un grande spavento (cardiopatico e portatore di pacemaker, aveva la pressione arteriosa alle stelle) e lesioni non gravi guaribili in 8 giorni: un trauma cranico, contusioni alla spalla destra, escoriazioni multiple. Già nel pomeriggio è stato dimesso.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
    27 aprile 2010

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