di Paolo Mosanghini
TRIESTE. No allo spreco di denaro pubblico per la celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia. Il presidente del consiglio regionale, il leghista Edouard Ballaman, mette le mani avanti. «Non si sprechino soldi, non ne abbiamo davvero bisogno», ha affermato il presidente commentando le celebrazioni in occasione dei 150 anni dell’unità d’Italia. E il presidente della Regione Renzo Tondo gli ha subito risposto: «Sono celebrazioni utili e positive».
«Se dovessimo celebrare in Friuli Venezia Giulia i 150 anni - ha detto Ballaman - dovremmo issare sul pennone la bandiera austro-ungarica. Siamo in un’altra realtà». «Ritengo che a livello nazionale bisogna coniugare la celebrazione con fatti concreti, con atti responsabili - ha aggiunto - facciamo le cose che sono importanti per i nostri cittadini, facciamo le leggi che servono per l’occupazione, che evitino gli sprechi». «Gli ultimi fatti quotidiani - ha continuato Ballaman - ci danno indicazioni diametralmente opposte. Per fare grandi opere o grandi cose c’è qualcuno che c’ha marciato in maniera schifosa. Abbiamo visto gente che ha riso dopo i terremoti, perché così avevano occasione di arricchirsi». «No - ha concluso Ballaman - si facciano le celebrazioni, ma siano oltremodo sobrie», ha concluso.
Dopo pochi minuti il presidente Tondo ha fatto alcune puntualizzazioni sulle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia, definendole «utili e positive». E sull’invito di Ballaman a «non sprecare soldi», Tondo ha precisato che «sono da dimostrare. Quando mi parleranno di sprechi concreti prenderò posizione. In termini generali, non so cosa significhi parlare di sprechi per le celebrazioni in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, che sono utili e che - ha concluso - considero positive».
Botta e risposta tra Ballaman e Tondo anche sui rapporti tra il governo regionale e quello nazionale. Per Ballaman, «c’è qualche difetto di comunicazione» tra gli assessori regionali con gli omologhi ministri. Ballaman ha affermato che «il clima deve essere costantemente monitorato e bisogna avere ancor più rapporti con i ministri competenti. C’è qualche difetto di informazione, di comunicazione. A maggior ragione - ha sottolineato - perché le forze di governo sono praticamente le stesse».
«Ci lamentiamo - ha quindi continuato - e ci lamentiamo molto perché la nostra Regione si è assunta atti di responsabilità e basa gran parte della sua economia sulle compartecipazioni. È ovvio che in una situazione difficile, dove i costi tendenzialmente salgono e contemporaneamente ci sono entrate fiscali basse, la nostra Regione entra in tensione più e prima delle altre. Non voglio escludere che le nostre richieste non ci hanno messo in buona luce rispetto al Governo nazionale, anche se sono totalmente legittime. Il Governo è in crisi economica e la Regione è nella situazione di dover chiedere di più rispetto a quello che gli spetta di diritto ma che fino a ora - ha concluso - non aveva mai chiesto».
Ma Tondo non la pensa allo stesso modo. «Non c’è alcun problema di comunicazione» tra Trieste e Roma, ha messo in chiaro il governatore ricordando che «abbiamo fatto un tavolo tecnico in cui si è stabilito concordemente quali sono le risorse che ci spettano. Ora c’è il problema della copertura delle risorse, ma non riguarda la mancanza di comunicazione: è un problema di sostanza. In un momento in cui il Paese è in difficoltà, il Governo deve reperire risorse importanti ma questo - ha concluso - non c’entra niente con la mancanza di comunicazione».
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07 maggio 2010