Vivaro, blitz dei no-global
Distrutto un campo di mais

Un gruppo di no global aderenti all'associazione "Ya basta!" ha distrutto un campo di mais a Vivaro, calpestando completamente tutte le piante. "E' stata un'azione contro la violenza degli ogm". Tutti i protagonisti sono stati identificati dalla polizia. Scoppia la polemica politica, per il ministro Galan è "squadrismo".

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    PORDENONE. Alcuni 'no global' hanno distrutto una piantagione di mais trangenico in un campo di Vivaro, in provincia di Pordenone. L'hanno fatto questa mattina, calpesando le piante che erano ormai alte, e spiegando che la coltivazione era fuorilegge, poiche' le norme italiane non la consentono.

    L'associazione Futuragra, alla quale aderisce il proprietario dei terreni, sostiene invece che la piantagione e' avvenuta sulla base dell'ordinamento europeo. La polizia ha provveduto all'identificazione degli autori.

    Per Luca Tornatore, portavoce dei Centri sociali del Nord Est e dell'Associazione 'Ya Basta', i cui aderenti oggi hanno calpestato il campo di mais ogm di Vivaro (Pordenone) "l'azione è rivolta contro la violenza che gli ogm portano sull'ambiente e per gli esseri umani. La vita - ha continuato - viene così messa a disposizione del mercato e del profitto".

    Gli attivisti hanno spiegato di aver compiuto il gesto per evitare che il mais maturasse e che i semi modificati fossero diffusi nell'aria. "La polizia - ha riferito Tornatore - ha notato dopo pochi minuti l'attività ma gli attivisti sono riusciti a calpestare il campo prima di essere identificati uno ad uno"

    Dura condanna da parte del ministro dell'agricoltura Giancarlo Galan: ''Apprendo ora dell'azione
    squadristica compiuta a danno di un campo di mais di proprieta' del coltivatore Giorgio Fidenato. Mi attendo che le forze dell'ordine identifichino al piu' presto gli autori di un'azione che identifica coloro che l'hanno compiuta come violenti, squadristi della peggior specie, intolleranti da condannare in ogni senso''. ha detto il ministro

    ''Confermo - ha proseguito -  che le istituzioni preposte a seguire la vicenda degli Ogm in Friuli Venezia Giulia stanno proseguendo nell'attivita' di accertamento e a giorni saranno resi noti i risultati di verifiche e analisi. In ogni caso, ogni cittadino italiano, soprattutto in casi del genere, e' tenuto a rispettare leggi e regole proprie di ogni civile convivenza''.

    Diversa la valutazione del presidente leghista del Veneto Luca Zaia: "Da quanto si apprende da fonti giornalistiche, nei campi del Friuli Venezia Giulia è stata ripristinata la legalità. Abnorme era la situazione di Vivaro, in cui vi era una coltivazione di mais Ogm assolutamente illegale. Non è possibile pensare di introdurre arbitrariamente organismi geneticamente modificati in Italia senza che questo non inneschi le proteste, sacrosante, di tutti coloro che hanno a cuore la nostra agricoltura e la biodiversità, che ne è cardine fondamentale. Ci sono delle regole che vanno rispettate, e bisogna far capire alle multinazionali che nel nostro Paese non si possono introdurre coltivazioni Frankenstein senza autorizzazione".
    09 agosto 2010

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