Regione Fvg, auto blu a uso privato
La maggioranza isola Ballaman

Scoppia la bufera politica dopo il dossier del Messaggero Veneto che ha svelato che sono circa settanta (guarda) gli spostamenti privati effettuati dal presidente del Consiglio regionale con la vettura di servizio. L'esponente leghista si dichiara "sereno" e aggiunge "se ho sbagliato pagherò". La Lega Nord del Friuli Venezia Giulia si dice "basita". Intanto la Corte dei conti ha aperto un’inchiesta per eventuali danni erariali

    di Anna Buttazzoni UDINE. È bufera politica sul caso dell’auto blu utilizzata per viaggi personali da Edouard Ballaman. Che si trincera dietro un’altalena di dichiarazioni tra «sono sereno» e «se ho sbagliato pagherò», senza smentire l’accaduto. Ma intanto la Corte dei conti ha aperto un’inchiesta per eventuali danni erariali, mentre nè dal suo partito, la Lega, nè dagli alleati di Pdl e Udc arrivano convinte difese d’ufficio. Il presidente del Consiglio è il protagonista di un dossier, dettagliato e rivelato dal Messaggero Veneto, che riporta una settantina di spostamenti “privati” con la vettura di servizio, anche documentati da ricevute del telepass.

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    Contattato ieri mattina, Ballaman al nostro quotidiano non ha rilasciato dichiarazioni, chiudendo la comunicazione appena capito chi c’era dall’altra parte del telefono e dopo un «grazie». Atteggiamento diverso, invece, con il quotidiano Il Piccolo. Cui spiega: «Se ho sbagliato, pagherò. Probabilmente, a lasciarli a casa, mi sono inimicato qualche autista. La maggior parte degli spostamenti sono già stati giustificati, sul resto vedranno gli avvocati. Parleranno i legali – dice il presidente del Consiglio –, saranno loro a dettare la linea, ma in ogni caso la stragrande maggioranza dei casi ha una spiegazione. Per quelli non spiegabili, se ho sbagliato, pagherò, ma non fino alle dimissioni. Si paga il giusto, non di più».

    Diverse ancora le parole usate con l’Ansa. «Sono sereno e tranquillo. Ho visto – ha detto Ballaman all’agenzia – una notevole serie di anomalie e incongruenze sui dati riportati dalla stampa. A ogni modo, ho dato mandato a un legale affinché si proceda nelle sedi opportune. Sono assolutamente sereno e preferisco il giudizio della Corte dei Conti, nella quale ho la massima fiducia, rispetto a quelli sommari di qualche giornalista». E poi una conclusione: «Ho ricevuto testimonianze di solidarietà da parte del partito e trasversalmente anche da altri esponenti politici, un fatto che mi ha fatto molto piacere».

    Eppure i partiti sembrano pronti a “scaricarlo”, tanto che ieri nel palazzo del Consiglio, dove Ballaman per l’intera giornata non ha fatto capolino, si mormorava il nome della sostituta alla presidenza dell’assemblea: Mara Piccin, come Ballaman leghista e di Pordenone. O forse Maurizio Franz, di Udine. I maligni, invece, sussurrano che Ballaman potrebbe dimettersi e la richiesta di dimissioni arriverebbe da Milano, dal quartier generale del Carroccio, dal coordinatore delle segreterie regionali della Lega, Roberto Calderoli.

    Voci. Ipotesi. Congetture. Sono ufficiali (e imbarazzate), invece, le parole di Pietro Fontanini, capo della Lega in Friuli Vg. «Sono basito e dispiaciuto, queste cose non fanno bene al partito. Sono fatti che vanno verificati – afferma Fontanini – e comunque sono scelte che ha fatto Ballaman, non la Lega, e delle quali ha lui la responsabilità. Anche quando ha deciso di rinunciare all’auto blu (il 1° aprile 2010) non gliel’ha chiesto il partito, è stata una sua decisione. Noi portiamo avanti la politica del risparmio della spesa pubblica e un gesto Ballaman lo aveva fatto rinunciando a macchina e autista. Ciò che ha fatto prima non lo so. E se si è spostato per impegni di partito, beh, è stato eletto per la Lega».

    Sullo sfondo del palazzo della Provincia di Udine, di cui Fontanini è presidente, c’è ancora il caso dell’ex presidente Marzio Strassoldo, coinvolto in un caso di scambio di voti e sfiduciato dall’intero Consiglio, episodio che portò all’elezione di Fontanini. «Mi pare un caso molto diverso», conclude il segretario Fvg della Lega. Il capogruppo del Pdl in Consiglio, Daniele Galasso, si dice sorpreso e dispiaciuto. Ma, se un errore nel comportamento del leghista sarà appurato, non esclude le dimissioni. «Auspico che Ballaman possa dare contezza puntuale dell’utilizzo legittimo dell’auto blu. Se risulteranno scorrettezze, e saranno evidenti e gravi – afferma Galasso –, ritengo che Ballaman non metterà nessuno in condizioni di imbarazzo e saprà fare le scelte politiche adeguate». Edoardo Sasco, capogruppo dell’Udc, parla di fatti gravi, se confermati. «Sulle auto blu le regole devono essere applicate in modo tassativo e rigoroso. E mi risulta che l’auto blu si usi per servizio. Se quegli spostamenti saranno confermati – aggiunge Sasco – si tratterà di fatti gravi e di rilievo politico e istituzionale. Vedremo come comportarci». Ridurrebbe drasticamente le auto blu, invece, Roberto Asquini, capogruppo del Gruppo Misto. «Salvo casi eccezionali ritengo inopportuno l’uso della macchina di servizio. Se c’è stato un uso improprio – commenta Asquini –, verrà valutato da altri, di certo mi fa piacere che Ballaman in aprile abbia rinunciato all’auto blu».
    ©RIPRODUZIONE RISERVATA
    02 settembre 2010

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