di Anna Buttazzoni
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UDINE. Meno di mezz’ora per un faccia a faccia che alla fine fa quasi tirare un sospiro di sollievo al segretario regionale della Lega, Pietro Fontanini. Che dichiara: sono ottimista. Edouard Ballaman esce dal confronto con un sorriso a labbra strette e il capo leghista parla anche per lui. «Giovedì renderà nota la sua decisione. Ma ho visto una persona che ci tiene al partito e all’istituzione Regione». È il prologo di dimissioni attese.
Ballaman in vestito informale, maglione, jeans e scarpe da tempo libero, esce con passo spedito dalla sede regionale del Carroccio di Reana. Il “vis-à-vis” con Fontanini è durato poco più di venti minuti e Ballaman, il primo ad arrivare, in anticipo, è il primo a uscire. «Nelle situazioni difficili ci sono coloro che dicono di essere sereni e coloro che lo sono: io ho la fortuna di essere tra questi ultimi», è la sua unica dichiarazione.
Fontanini, invece, spiega. «Mi ha anticipato la sua scelta – afferma Fontanini – ma sarà lui ad annunciarla. Sono comunque soddisfatto del chiarimento, perché l’ho visto attento alla sensibilità del partito e ho capito che ci tiene, così come tiene all’istituzione».
Il segretario leghista non entra nel merito della settantina di viaggi personali con auto blu e autista che Ballaman ha compiuto dal maggio 2008 al marzo 2010, ritiene però che alcuni siano giustificabili. «Ci sono molte spiegazioni plausibili – continua Fontanini – e il suo avvocato sta lavorando alla linea difensiva. Ritengo che i viaggi per il partito possano essere considerati “leciti”, perché lui è stato eletto per la Lega».
E accompagnare l’allora fidanzata dal dentista? Farsi portare all’aeroporto per partire per il viaggio di nozze o per le vacanze? O andare a prendere, sempre in aeroporto, i parenti dell’allora fidanzata? «Di ciò che eventualmente ha fatto risponderà lui».
Fontanini non lesina parole e l’idea è che stia per togliersi un gran peso. Non ha dovuto chiedere a Ballaman di dimettersi o riportare “aut aut” arrivati dai vertici nazionali del partito. Il presidente del Consiglio, in un colloquio che Fontanini ha classificato di grande serenità e amicizia, avrebbe maturato la sua decisione tra dispiacere e tranquillità.
Il mezzo passo indietro compiuto con l’autosospensione dal partito, e quello che sta per compiere dimettendosi, lo metterebbero anche nelle condizioni di essere “perdonato” dalla Lega. «Mi sembra che il passo indietro sia particolarmente significativo. Credo – aggiunge Fontanini – che ci siano ben poche persone che rinunciano a una posizione di vertice come la sua per accuse che paiono forse sovraddimensionate».
Rumors accreditati dicono che sarà Maurizio Franz ad accomodarsi sulla poltrona più alta dell’assemblea regionale. Ma il segretario Fvg della Lega non conferma e non vuole sentir parlare di esponenti di altri partiti per quel ruolo. «Dovrà essere un consigliere regionale della Lega e se avrà un po’ di esperienza non guasterà. Ma non capisco perché, ad esempio, dovrebbe essere del Pdl. L’ex assessore Alessia Rosolen è stata sostituita per motivi politici da una collega di partito».
Ballaman, insomma, è quasi dimissionario. Si accomoderà, vista l’autosospensione, nel Gruppo misto e non rientrerà nel partito fino a quando non saranno chiusi i rilievi della magistratura. «Ma l’espulsione dal partito mi sembra eccessiva», conclude Fontanini. Quasi con un sospiro di sollievo.
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07 settembre 2010