Le considerazioni di Narduzzi e della Seganti davanti al possibile esodo verso il Cie di Gradisca e altre sistemazioni in regione
TRIESTE. «C'è difficoltà ad ospitare tutte le persone al Cie di Gradisca e si ripropone il tema di velocizzare i rimpatri». Lo ha detto oggi l'assessore alla Sicurezza del Friuli Venezia Giulia, Federica Seganti. L'esponente della Giunta regionale ha ripercorso le vicende del centro di Gradisca negli ultimi anni, ricordando i finanziamenti regionali e ministeriali tesi a migliorare la sicurezza all'interno e all'esterno della struttura. Il centro - ha spiegato Seganti - avrebbe bisogno di interventi strutturali, ma in questo momento è impossibile spostare gli ospiti per fare i lavori a causa della ripresa degli sbarchi.
«Il problema dei nuovi arrivi di immigrati - ha aggiunto Seganti - dev'essere affrontato da tutta l'Europa, gli immigrati vanno rimpatriati o trasferiti in altri Paesi, altre soluzioni non ci possono essere»
Dal canto suo il capogruppo della Lega Nord nel Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia, Danilo Narduzzi ha detto: «La Prefettura di Pordenone sta cercando spazi per ospitare immigrati libici sul territorio in strutture private; noi non vogliamo questa gente, se li tengano in Sicilia».
«Si costruiscano dei campi lavoro in Aspromonte - ha continuato il leghista, nel corso del question time nell'aula dell'assemblea regionale - facciamoli lavorare, perchè la Lega non ci sta, da noi i libici non devono arrivare».
Narduzzi ha poi ricordato le tensioni e gli scontri che si sono verificati negli ultimi giorni al Cie di Gradisca: «Chi paga questi danni? Perchè solo in Italia avvengono queste cose? L'Europa non c'è, non esiste e si vede tutta l'impotenza del Governo. Meno bunga bunga - ha concluso Narduzzi - e più leggi serie».
01 marzo 2011