Per rimuoverlo sono intervenuti gli artificieri della polizia. A notarlo è stato un cliente. L’area è stata subito recintata.
UDINE. A notarlo per primo è stato un cliente del Dpiù di via Sant’Osvaldo, a dare l’allarme invece è stato il direttore del discount e immediatamente la squadra Volante della polizia ha deciso di recintare l’area per metterla in sicurezza in attesa dell’arrivo degli artificieri. Nell’area antistante il piccolo supermercato, infatti, c’era un residuato bellico: una granata di 47 millimetri della prima guerra mondiale. Per più di novant’anni la granata è rimasta inesplosa, nascosta sotto terra. A riportarla alla luce, molto probabilmente, sono stati gli operai al lavoro nel vicino cantiere che però non si sono accorti del potenziale pericolo.
Il proiettile si trovava a pochi metri dal parcheggio del discount. «Il primo a vederlo è stato un cliente intorno alle 11.30 - ha raccontato il direttore del Dpiù - e io ho subito chiamato la polizia». Sul posto, dopo gli agenti della squadra Volante coordinati dal dirigente Michelangelo Missio, sono intervenuti anche il genio militare dell’esercito, che ha identificato l’ordigno, e il reparto degli artificieri della polizia da Trieste che ha invece provveduto a rimuoverlo.
Toccherà agli stessi artificieri far brillare la granata in tutta sicurezza. L’operazione di rimozione ieri ha richiesto alcune ore di lavoro sotto lo sguardo di passanti e curiosi che comunque - hanno assicurato i rappresentanti delle forze dell’ordine - non hanno corso alcun pericolo. Per il recupero dell’ordigno infatti non è stata prevista l’evacuazione della zona e anche l’attività del Dpiù è proseguita senza intoppi.
Non è la prima volta che in città spunta un ordigno del ’15-’18. L’ultimo caso risale all’8 aprile dell’anno scorso quando in via del Pozzo, i lavori per la posa del nuovo acquedotto hanno riportato alla luce un proiettile di artiglieria calibro 75 ancora in buono stato di conservazione. In quella circostanza erano intervenuti a rimuoverlo gli artificieri del comando provinciale dei carabinieri. Anche in quel caso l’ordigno era rimasto inesploso, nascosto un metro sotto l’asfalto, ma le operazioni di recupero non avevano creato problemi di sicurezza.
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