Presa di posizione di un gruppo di primi cittadini della Bassa. Amministrazioni contro l’alienazione delle aziende agricole "regionali".
PALAZZOLO. Quattordici sindaci della Bassa friulana scendono in campo contro l’alienazione delle aziende agricole Volpares e Marianis di Palazzolo. E lo fanno prendendo carta e penna e scrivendo una lettera indirizzata al presidente della Regione Tondo, all’assessore regionale all’agricoltura Violino, agli assessori regionali al patrimonio, alla sanità e al turismo e per conoscenza al presidente del consiglio Franz e ai capigruppo.
Nella lettera, i primi cittadini di Palazzolo dello Stella, Latisana, Ronchis, Lignano, Precenicco, Teor, Rivignano, Pocenia, Muzzana, Carlino, Marano, San Giorgio di Nogaro, Porpetto, Torviscosa, dichiarandosi allarmati «dalle recenti voci che vorrebbero la Regione intenzionata a monetizzare questi due gioielli» chiedono «di confermare la natura pubblica delle aziende Volpares e Marianis e di investire ulteriormente in queste fondamentali realtà della Bassa Friulana».
Dando tutta la loro disponibilità per partecipare ad un incontro dove analizzare le future prospettive di crescita e di sviluppo del territorio. «È proprio nei tempi difficili che si tengono stretti i gioielli di famiglia - si legge nel documento -. La terra resta l’ultima trincea della nostra autonomia, del nostro radicamento e della nostra libertà. Marianis-Volpares è esattamente questo, e noi riconosciamo ad Ersagricola di aver trasformato quella cosa dimenticata in un gioiello, uno dei pochi spazi in questi tempi di liquidazione dove sia leggibile il futuro dei nostri figli».
«Non vorremmo che Marianis-Volpares sia data ad altri per fare cassa - continua la missiva -. Nessun privato potrebbe rispondere altrettanto bene alle richieste della zootecnica, dell’agricoltura, del mondo della ricerca, della formazione, della scuola e del sociale. Nessun privato terrebbe così fortemente presente di essere parte integrante di un territorio e di una Regione». Per i sindaci «Volpares, in abbinamento con Marianis, ha segnato un nuovo modo di far politica, cioè di far rete col territorio. Ha saputo svegliare energie nuove, che credevamo assopite o definitivamente spente. Un valore in termini di relazione che si irradia su tutto il territoriot. Marianis-Volpares non è solo rendita. È servizi sociali, turismo, tutela ambientale, cultura, insediamento abitativo di giovani, indotto nei comuni circostanti».
L’appello, dunque, è quello di «non indebolire ulteriormente il nostro tessuto socio-economico, già colpito sensibilmente dalla crisi, con una vendita che sarebbe dannosa e controproducente».
Viviana Zamarian
©RIPRODUZIONE RISERVATA