I democratici “flirtano” con l’Udc
Anzolini all’incontro di Bologna

Il consigliere comunale di Udine è stato ieri ospite della convention del Pd con Debora Serracchiani. L’europarlamentare: «La coalizione si costruisce su un programma condiviso per poter governare».

    di Paolo Mosanghini

    UDINE. I giovani democratici puntano al rinnovamento del partito. E c’è già un flirt con i giovani centristi vicini a Casini? Forse da Bologna, dov’è andata in scena l’iniziativa “Il nostro tempo”, voluta da Debora Serracchiani e da Pippo Civati, si notano nuovi movimenti nella politica che interessa il Friuli Venezia Giulia?

    E l’intervento di Serracchiani dev’essere piaciuto, soprattutto per le citazioni, ai centristi in sala: «Non pensiamo che serva un capo, ma una partecipazione collettiva di liberi e forti, come diceva don Sturzo», ha affermato l’europarlamentare e segretaria del Pd in Friuli Venezia Giulia. «Non siamo qui per fondare la diciassettesima corrente - ha detto Serracchiani -. Abbiamo fatto due giorni di buona politica, quasi senza menzionare Berlusconi, perché per noi la buona politica non è quella degli sketch, è qualcosa in cui nessuno è indispensabile ma tutti sono fondamentali».

    Parlando delle alleanze, Serracchiani ha detto che «la coalizione si costruisce con un programma condiviso, per governare e cambiare l’Italia non per cercare il consenso, e senza essere condizionati dai vari Rossi, Turigliatto o Bertinotti. Il Pd non deve aver paura di parlare di patrimoniale sugli immobili o Ici sulla prima casa a chi se la può permettere, di contributo di solidarietà da chi gode di pensioni alte, di un ripensamento profondo del sistema previdenziale per riequilibrare le garanzie e le aspettative di vita: questi sono nodi che una visione solidaristica e riformista della società impone di sciogliere». Riferendosi al ricambio generazionale, Serracchiani ha sottolineato che «se occorre generosità e lungimiranza, si deve però dare spazio al merito perché nessuno deve essere scelto in base alla carta d’identità». In conclusione, Serracchiani ha voluto anche ricordare una frase biblica utilizzata da Dossetti: «Sentinella quanto resta della notte? E la sentinella risponde: venite, viene il mattino».

    L’altro comprimario, il lombardo Civati ha sottolineato: «Noi vogliamo dare una risposta di cambiamento a chi dice “si è sempre fatto cosi” e rilanciamo le nostre risposte alle domande dei cittadini: primarie per scegliere i parlamentari con qualsiasi sistema elettorale, uguaglianza fra chi lavora e chi vive di rendita, riforma del mercato del lavoro, feroce lotta alla corruzione e all’evasione fiscale». Proposte che saranno consegnate a Bersani.

    E i giovani del Pd fanno l’occhiolino all’Udc? Sul palco bolognese è salito anche il consigliere comunale centrista di Udine Fabrizio Anzolini: «Basta con la politica delle percentuali e delle alleanze, basta con le discussioni sui nomi dei leaders e delle coalizioni, ripartiamo dai progetti e dalle proposte per capire se alle prossime politiche potremmo incontrarci o meno», ha detto un Anzolini battagliero, unico ospite Udc della convention, componente del coordinamento nazionale dei giovani Udc e consigliere comunale di Udine. Anzolini è arrivato a Bologna con altri due under 30 del partito di Casini, Marco Galletti del coordinamento regionale Fvg e il responsabile provinciale della formazione Gabriele Borioni.

    «Dobbiamo passare subito dalla logica delle alleanze a quella dei contenuti e delle proposte ed è su questo che dobbiamo confrontarci. Proposte sull’economia e sul mondo del lavoro e penso, ad esempio, alla patrimoniale e all’adeguamento della tassazione sulle rendite finanziarie». Ma sono anche altri i temi su cui il giovane consigliere comunale di Udine chiede maggior impegno alle opposizioni e al centrodestra, l’ambiente, la famiglia, l’immigrazione: «Non possiamo considerare l’immigrazione solo come un problema da gestire ma anche una risorsa, riconoscendo agli immigrati dei doveri ma anche dei diritti». È un’apertura dell’Udc al centro-sinistra in Friuli Venezia Giulia? «Questo non spetta a me, l’Udc è un partito democratico in cui a dettare la linea sono le assemblee e i congressi. Noi abbiamo detto più volte che rispetteremo gli impegni presi nel 2008». Anche se poi ha aggiunto: «Chiaramente da allora molte cose sono cambiate e non si può porre pregiudiziali a nessun ragionamento sul futuro», ha concluso Anzolini.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    24 ottobre 2011

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