Nel pollo diossina oltre i limiti, è allarme

L’analisi fatta su un animale cresciuto a Campagna. Esposto alla Procura e all’Autorità europea per la sicurezza alimentare

    di Elena Del Giudice

    MANIAGO

    Parte da un pollo l’allarme diossina nel Maniaghese. I rappresentanti di quattro comitati, Alicia Zanetti per “Sì al riciclo totale, no all’incenerimento di rifiuti”, Tullio Tramontina per “Campagna pulita”, Loredana Lorenzi per “Sos monte San Lorenzo”, Gianandrea Franchi di “Cittadini per l’ambiente”, hanno inviato ai Nas, e tramite questi alla Procura del tribunale di Pordenone, un esposto con il quale si mettono sotto accusa la qualità ambientale dell’intera Pedemontana pordenonese e gli effetti che questo inquinamento determina sugli animali e sull’uomo.

    Il pollo. Per dimostrare la propria tesi, i comitati hanno deciso di fare analizzare da un ambulatorio privato un pollo ruspante, nato e cresciuto in un’aia della frazione di Campagna, al confine con la zona industriale, alimentato all’aria aperta e senza ricorso a mangimi industriali.

    I risultati. Il referto del laboratorio non lascia adito a dubbi: nel pollo è stata rilevata una concentrazione di diossine due volte superiore al limite di legge e dieci oltre il valore raccomandato. Concentrazioni che «obbligherebbero – scrive il laboratorio – a risalire alla fonte ed eliminarla».

    La tesi. Per i sottoscrittori, che si sono affidati all’avvocato Fabiano Filippin, non ci sono molti dubbi su quali possano essere le fonti della contaminazione da diossina. Ricordano infatti la tipologia di insediamenti industriali in zona, la presenza di fonderie, cementifici, siti per lo stoccaggio e lavorazione di rifiuti, inceneritori. «Da anni – spiegano nell’esposto – la frazione di Campagna e i dintorni vengono investiti da nubi dall’odore acre e tali da provocare irritazioni alle vie aeree e alle mucose». Episodi sempre più frequenti che hanno costretto molti residenti a fare ricorso alle cure mediche per ovviare agli inconvenienti. Di queste “nubi” potenzialmente cariche di inquinanti, i comitati hanno depositato anche documentazione, come foto e filmati. Inoltre gli abitati «vengono interessati da insoliti depositi di colore nero, ben visibili su auto, finestre, foglie, verdure da orto. Il materiale si presenta scuro e dall’odore chimico metallico». Per l’Arpa si tratterebbe di «guano di cocciniglia, ma non spiega come mai questi depositi avvengano anche in pieno inverno, quando di tali insetti non c’è traccia».

    I controlli. Nonostante di tutto ciò in passato siano stati investiti Arpa, Comune, Provincia, Ass, «nulla è mutato. Né interrogazioni politiche né una segnalazione alla magistratura hanno fermato le sgradevoli emissioni e la precipitazione di inerti». Da qui l’idea dell’esperimento, il pollo ruspante fatto analizzare per valutare le conseguenze dell’inquinamento sull’animale e il preoccupante referto che è parte integrante dell’esposto spedito ai Nas, alla Procura e all’Autorità europea per la sicurezza alimentare, con cui si chiede l’apertura di un’inchiesta.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    05 novembre 2011

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