«E’ un santo del Sud, e pensare che io, leghista, avevo sempre pregato la Madonna di Castelmonte». Per la prima volta il presidente della Provincia parla in pubblico del suo male: grazie ai medici.
UDINE. Padre Pio è apparso in sogno al presidente della Provincia Pietro Fontanini a gennaio. «Qualche giorno prima mi era stato diagnosticato un linfoma» racconta. Una coincidenza che l’ha colpito. Per l’onorevole, c’è anche lo zampino del santo di Pietrelcina dietro al miglioramento delle sue condizioni, che ha qualcosa di miracoloso. Il male si è fermato, a luglio, e ora è in fase remissiva. Per la prima volta Fontanini ha fatto outing in pubblico sulla sua malattia. L’occasione è stata una conferenza promossa dall’associazione Euretica, in collaborazione con Il Comitato Friul Tomorrow 2018, all’Istituto Jacopo Linussio di Tolmezzo. Fontanini si è confrontato insieme all’arcivescovo emerito di Udine Pietro Brollo, di fronte a una platea composta da due scolaresche delle classi quarte e quinte dell’Isis.
«Non pensavo che la mia storia suscitasse tanto scalpore» commenterà poi il presidente della Provincia, sorpreso del fatto che la notizia sia stata diffusa.
«La mia è una storia fra le tante, non sono certamente una rarità – si schermisce Fontanini con l’understatement che lo contraddistingue –: tanti guariscono dal tumore oggi, grazie alle cure mediche e ai farmaci sempre più efficaci. Un plauso va senz’altro all’équipe del reparto di ematologia del Policlinico universitario e il mio ringraziamento personale al dottor Fanin e al dottor Zaia. La sanità friulana funziona e la mia esperienza lo dimostra ancora una volta: abbiamo medici che sono un punto di riferimento a livello nazionale. Spero anzi in un potenziamento di questo reparto. Devo ancora fare degli esami, mi stanno tenendo sotto controllo: da gennaio a luglio sono rimasto assente dall’ente provinciale ma ora il peggio pare passato».
Eppure quell’apparizione onirica gli è rimasta impressa. «Sul mio caso, per carità, non ricamiamoci poesie: certo, quanto è successo ha rinsaldato la mia fede – precisa il presidente della Provincia –. Tante persone a me vicine hanno pregato, io stesso l’ho fatto, sono un credente. Non avevo però mai chiesto l’intercessione di Padre Pio. Me lo sono visto in sogno, ai piedi del letto, ma non mi ha parlato». Ad agosto, quando il male era già in fase remissiva, Fontanini è andato a San Giovanni Rotondo e ha pregato davanti alla tomba del santo per ringraziarlo.
«E pensare che, da buon leghista, l’avevo sempre trascurato, privilegiando la Madonna di Castelmonte» si è concesso la battuta, con autoironia, Fontanini.
«Da queste esperienze – ha preso la parola Brollo – possiamo capire il senso della vita, che non può che essere quello di affidarsi al Signore, aprendogli il nostro cuore».
Incalzati dalle domande del moderatore Daniele Damele i due “Pieri” si sono raccontati ai ragazzi, affrontando temi come la crisi della politica e dell’economia, che penalizza soprattutto le giovani generazioni, ma anche lo sport, la fede ed Eluana Englaro. Fontanini ha incitato i ragazzi ad impegnarsi in politica, sottolineando la necessità di svecchiare il Parlamento dai politici stagionati. Brollo ha raccontato la sua vocazione religiosa già in 5^ elementare e ha espresso preoccupazione per la disoccupazione, che riduce sì gli sprechi ma toglie anche l’impegno e il lavoro. «È importante che tutti facciano un po’ di sacrifici per riportare la situazione in equilibrio – ha concluso Brollo –. Mi auguro che gli italiani sappiano farlo, perché non basta un governo nuovo». (ha collaborato Tanja Ariis)