Cresce l’allarme sul caro-benzina, tanto che «sulla questione del costo dei carburanti in Friuli Venezia Giulia è necessario un immediato confronto tecnico tra Stato e Regione». È quanto sostiene il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, che ha chiesto un incontro urgente con il governo. Confagricoltura: contraccolpi insostenibili sulle aziende
TRIESTE. Cresce l’allarme sul caro-benzina, tanto che «sulla questione del costo dei carburanti in Friuli Venezia Giulia è necessario un immediato confronto tecnico tra Stato e Regione». È quanto sostiene il vicepresidente della Regione, Luca Ciriani, che ha chiesto un incontro urgente con il governo.
«Dai dati in nostro possesso, dai trend di vendita dei carburanti e dalle simulazioni e dalle previsioni economiche che abbiamo effettuato in questi giorni - ha dichiarato Ciriani -, si evince come l’aumento delle accise sui carburanti applicato al Friuli Venezia Giulia causi effetti antieconomici per la Regione e per lo Stato: la norma - che si pone l’obiettivo di aumentare l’introito per lo Stato - è controproducente quando applicata nella nostra zona di confine per effetto della concorrenza da parte della Slovenia».
«I dati sono incontrovertibili: la perdita economica non riguarda solo la Regione e il tessuto economico locale, ma riguarda direttamente anche lo Stato; in Friuli Venezia Giulia non solo l’aumento delle accise è inefficace, è controproducente e diminuisce il livello delle entrate per effetto dello spostamento della domanda verso la Slovenia».
Le argomentazioni che il vicepresidente del Fvg intende portare di fronte al governo sono simmetriche a quelle evidenziate da altre regioni di confine, come la Lombardia: «Si tratta di dati concreti che il governo non può non valutare - ha sottolineato ancora Ciriani - e tanto più valgono in Fvg sulla base del regime di specialità». «L’obiettivo che ci prefissiamo - ha concluso Ciriani - è quello di illustrare al ministro il dato specifico e proporre un concreto correttivo compatibile con le norme europee e credibile in termini di rapida applicazione».
Sulla stessa lunghezza d’onda anche il consigliere regionale Roberto Asquini, il quale chiede che «la giunta intervenga subito su Roma, il sistema dei contributi carburante è a rischio». Infatti, «è necessario fare pressione sul governo in tempi rapidissimi, il pericolo è di perdere un treno e compromettere l’attuale impianto a sfavore dei cittadini e dell’intero sistema». Per il presidente del Gruppo misto, “padre” del sistema di contributi sul carburante, «l’obiettivo necessario da raggiungere è quello di aumentare la compartecipazione della Regione alle accise. Su questo deve accelerare la giunta regionale aprendo la strada a un tavolo di concertazione con Roma». Va ricordato che non si tratta di «chiedere soldi, ma di permettere anche a Roma di non perderli: oggi stiamo smarrendo centinaia di milioni di euro, se ci vengono restituiti i nostri anche per il governo centrale il saldo sarà estremamente positivo».
E sui «prezzi della benzina alle stelle» è intervenuto anche Federico Razzini, della Lega Nord. «Stazioni di servizio slovene letteralmente prese d’assalto. Cittadini esasperati. Gestori dei distributori in ginocchio. La Regione deve intervenire», osserva il presidente della II Commissione consiliare Attività produttive, il quale annuncia la convocazione urgente di una seduta in cui si farà il punto della situazione alla presenza dei rappresentanti di categoria.
«Con il prezzo della benzina che vola verso i 2 euro, i contraccolpi sui bilanci delle aziende agricole diventano insostenibili». afferma infine Confagricoltura, la quale denuncia le enormi difficoltà che il caro carburanti sta provocando nelle campagne. «Il settore primario ha necessità di un fabbisogno di oltre 2 milioni di tonnellate di gasolio – rileva Confagricoltura - che riguarda soprattutto le attività che necessitano di riscaldamento nei periodi invernali, come le serre. Ma non solo, il problema riguarda anche gli allevamenti e, in alcune situazioni del Nord, si rivela necessario un consumo aggiuntivo di gasolio per l’inaridimento dei terreni a ’causa della siccità, che ha reso più impegnative le lavorazioni meccaniche».