Il gruppo Zanardi
abbandona Maniago

L’intenzione è di chiudere i due stabilimenti locali per accorpare l’attività a Padova, col trasferimento dei 75 dipendenti

    di Laura Venerus

    MANIAGO. Il gruppo editoriale Zanardi, presente a Maniago con due stabilimenti, ha deciso di procedere alla razionalizzazione della propria attività con l’accorpamento delle due sedi decentrate nella casa madre che si trova a Padova. Una doccia fredda per l’economica maniaghese, che si vedrebbe privare di una importante realtà produttiva e soprattutto farebbe intravedere un futuro a tinte fosche per i 75 lavoratori impiegati. La proprietà è stata chiara su questo punto: non intende licenziare nessuno.

    Ma è scontato che risulta improponibile un trasferimento in massa da Maniago a Padova per i dipendenti. Un’ipotesi che nemmeno il sindacato ha preso sul serio, e infatti è intenzionato a difendere i lavoratori con tutti i mezzi disponibili. Anzitutto, lo si farà con una soluzione unica per tutta la società.

    «Tra qualche giorno – ha fatto sapere Claudio Pettovello della Slc Cgil – incontreremo i colleghi di Padova. La società ha tre unità produttive, ma è unica, e per questo il problema dovrà essere affrontato in modo univoco». Ciò che si dovrà affrontare è la questione della razionalizzazione: tre stabilimenti comportano spese gestionali, energetiche, di trasporto insostenibili. È stato calcolato che le spese per il mantenimento di tutti i capannoni potrebbero essere ridotte di un milione di euro.

    «Ci rendiamo conto che c’è la necessità di ridurre le spese – ha chiarito Pettovello –, ma la soluzione non deve essere scaricata tutta sui lavoratori». Un’ipotesi potrebbe essere di ridurre a uno gli stabilimenti di Maniago. Per fare ciò, però, risulta necessaria liquidità, con investimenti cui la società, da sola, non riuscirebbe a far fronte. Ecco, dunque, che il sindacato ha attivato già tutti i canali istituzionali possibili. «A ore incontrerò il sindaco di Maniago, Alessio Belgrado – ha preannunciato Petovello –, e chiederemo di attivare gli strumenti finanziari di cui la Regione dispone per potere andare in soccorso dell’azienda. Ridurre da due a uno il numero di stabilimenti a Maniago potrebbe essere un buon passo, ma ci vogliono investimenti che permettano di attuarlo».

    Sono trascorsi poco più di due mesi dall’accordo siglato dal gruppo editoriale Zanardi (ex legatoria Friulia) e dalle banche per garantire il sostegno finanziario alle attività dell’impresa. Sindacati e lavoratori (era il 10 novembre) avevano guardato a quella firma con un sincero ottimismo per il futuro. Ma ora, in nome dell’efficienza, l’azienda spinge per fare altro, per passare alla “fase due”. «Si può discutere – ha affermato Pettovello –, ma non a danno dei lavoratori».

    Un sacrificio, questi ultimi, l’hanno già fatto: sono passati da 120 agli attuali 75, quasi tutti residenti a Maniago o nelle zone limitrofe. Ipotizzare un accorpamento a Padova vorrebbe dire per loro lo stesso che “statevene a casa”. La provocazione del sindacato, su questo punto, è stata chiara: «E perché, considerato che a Maniago le unità produttive sono due, non viene trasferita la sede qui in Friuli?», ha dichiarato Pettovello. Il quale ha subito precisato: «Si tratta di una provocazione, ma che intendeva far capire che non alzeremo bandiera bianca».

    La notizia, come è facile constatare, è stata un fulmine a ciel sereno per tutti, a partire dal primo cittadino e dall’assessore alle attività produttive, Marco Tramontina, che hanno subito attivato tutti i canali per trovare una soluzione il più possibile concordata.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    17 gennaio 2012

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