Il presidente della Regione: il governo si è reso conto che il differenziale con la Slovenia è troppo alto. A giorni però la giunta potrebbe varare una misura d’emergenza. Ma a Gorizia infuria la protesta
GORIZIA. La mobilitazione generale del Fvg sul caso benzina ha prodotto la svolta: l’esecutivo Monti apre le trattative con la Regione per un aumento delle compartecipazioni sulle accise del carburante. Lo annuncia il governatore Renzo Tondo. Nel frattempo, gli uffici dell’assessore regionale alle finanze Sandra Savino e del vicepresidente Luca Ciriani stanno lavorando fianco a fianco, in contatto con Roma, a un correttivo d’emergenza per anticipare un ulteriore “sconto” in attesa del decreto del governo, mentre domani a Trieste si terrà un nuovo vertice con i parlamentari e tutti i capigruppo del consiglio regionale.
L’esecutivo nazionale «ha capito e apprezzato» la posizione della Regione, che ha messo in rilievo la costante fuga degli automobilisti per il pieno in Slovenia (questione sollevata anche nell’ultima puntata di “Ballarò” da Rutelli). «Oggi ci hanno cercato dal governo - dichiara Tondo - per concordare un emendamento, che sarà fatto nella prima occasione utile, non penso nel Milleproroghe. Si sono resi conto che il differenziale sulla benzina è troppo alto, è una perdita per la Regione e per lo Stato».
L’emendamento. «Ora stanno facendo le verifiche tecniche a Roma – conferma Ciriani –, noi incrociamo le dita. La nostra proposta è in linea con la mozione dei parlamentari del Fvg. In base ai calcoli, aumentando la compartecipazione regionale sulle accise dal 30 al 38 o fino al 42% riusciremmo ad avere i fondi per incrementare i contributi sul carburante alle famiglie, scongiurando l’esodo in Slovenia grazie a una sostanziale parificazione dei prezzi. A Roma hanno compreso che la nostra non è stata un’azione a difesa di privilegi, ma per la salvaguardia degli interessi della Regione e dello Stato, che riuscirebbe a introitare perlomeno 120 milioni di euro in più. Come Fvg abbiamo fatto una battaglia unitaria, con il pressing di Tondo sul premier, la mozione trasversale dei parlamentari, le lettere inviate al ministero, gli interventi miei e dell’assessore Savino. Ora speriamo che il decreto del governo arrivi entro una settimana o dieci giorni».
Le misure tampone. Potrebbe essere varato con delibera di giunta già giovedì prossimo – il condizionale è d’obbligo – un correttivo d’emergenza temporaneo (della durata massima di un mese) per compensare i mancati introiti del consumo di carburanti, con un occhio di riguardo per la fascia confinaria. «Nelle more di quanto già riconosciuto informalmente dal governo nazionale, stiamo valutando se, come e in che misura, introdurre tale correttivo – puntualizza l’assessore Savino -. Siamo ben consapevoli che il tutto deve avvenire nel pieno rispetto degli equilibri di bilancio, ed è per questo che gli uffici stanno valutando accuratamente la compatibilità della misura straordinaria prospettata anche sotto il profilo dell’impegno delle risorse finanziarie». In sostanza, aggiunge Ciriani, «stiamo verificando se possiamo anticipare gli sconti con i fondi regionali già stanziati e vagliando una serie di proposte che ci sono state presentate dai consiglieri regionali Gaetano Valenti e Roberto Asquini».
L’ipotesi. Il progetto, come precisa Ciriani, è di un ulteriore sconto di 4 o 5 centesimi. Per Asquini, del Gruppo misto, è un provvedimento fattibile, sufficiente per incentivare l’acquisto di benzina in Fvg. Nella fascia 1 lo sconto salirebbe a 26 centesimi e consentirebbe già ad alcuni distributori di avere un prezzo della benzina inferiore a quello sloveno. Mauro Di Ilio, presidente Figisc Fvg, sottolinea che sarebbe già questo un forte segnale positivo, anche se l’ideale sarebbe uno sconto di 9 centesimi. A Gorizia, nel frattempo, infuria la protesta. Alla tendopoli allestita in piazza Vittoria dai benzinai in sciopero della fame si sono uniti ieri anche i macellai e i tabaccai, penalizzati dalla fuga in Slovenia della clientela.
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