Imprese in calo in Fvg
Sempre meno artigiani

Presentati i dati Unioncamere relativi alle iscrizioni e alle cessazioni 2011. Siamo in controtendenza rispetto al Nordest (+0,51%) e al Paese (+0,8%)

    di Renato D’Argenio

    UDINE. Rallenta la voglia di fare impresa in Friuli Venezia Giulia: nella nostra regione, l’anno scorso, le aziende iscritte sono diminuite dello 0,16%, passando da. Una percentuale irrilevante, ma in controtendenza rispetto alla media-Paese, dove invece le imprese aumentano dello 0,8% e del Nord-Est (+0,51%). È quanto emerge dall’indagine Movimprese – la rilevazione trimestrale sulla natalità e mortalità delle imprese condotta da InfoCamere –, presentata ieri a Reggio Emilia.

    Nel 2011 in Italia il saldo è stato di oltre 50 mila aziende in più. Tra gennaio e dicembre dello scorso anno i registri delle Camere di commercio hanno rilevato la nascita di 391.310 imprese, a fronte delle quali 341.081 hanno cessato l’attività. Soltanto Lazio, Lombardia, Campania, Toscana e Sicilia hanno messo a segno un incremento superiore alla media nazionale. In Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Basilicata, invece, il bilancio anagrafico delle imprese si è chiuso con il segno meno.

    A livello territoriale, il Centro ha manifestato nel 2011 la maggiore vivacità, con un incremento del tessuto imprenditoriale di 16.633 unità (+1,29%). Seguono il Nord-Ovest (+13.501 imprese; +0,84%), quindi il Mezzogiorno (13.986 imprese in più; +0,7%) e il Nord-Est (+6.109 unità; +0,51%). Nel Nord-Est, come si diceva, spicca il segno meno della nostra regione in cui le iscrizioni sono state 6.410 e le cessazioni 6.584 con un saldo negativo di 174 imprese su un totale di 109 mila 658, un quinto delle imprese del Veneto, le stesse del Trentino Alto Adige. Più specificatamente, in Friuli Vg, sono diminuite dello 0,31% le cooperative (4 in meno rispetto alle 1.309 del 2010).

    Praticamente stessa percentuale per quanto riguarda le cessazioni di imprese artigiane (-0,30%): le iscrizioni sono state 2.266 le cessazioni 2.358 (-92) su un totale di 30.354. A livello provinciale, il territorio goriziano è quello che paga maggiormente la crisi con un tasso di crescita pari a -0,88% e 11.071 imprese. Seguono Udine con meno 0,21% (53.292 imprese). Trieste sale dello 0,14% e 16.866 aziende; infine Pordenone praticamente invariata: più 0,04% e 28.429 imprese.

    La crescita dello scorso anno (+0,8%) è stata comunque più lenta rispetto al 2010 (+1,2%), «ma va meglio del triennio 2007-2009 (+0,5% in media)», spiega l’indagine. A determinare la minore crescita dello stock è stata principalmente la più ridotta dinamica delle aperture (in calo di circa 20 mila unità rispetto al 2010), mentre ha inciso meno l’aumento delle chiusure (3 mila in più rispetto all’anno precedente). Secondo lo studio Infocamere, a livello settoriale, aumentano le difficoltà dell’artigianato, con circa 6.000 imprese in meno nel 2011, mentre, vanno bene commercio e turismo (+23.000 unità).

    L’indagine precisa che «oltre al protrarsi della storica e strutturale riduzione delle imprese del settore agricolo (quasi 19.000 in meno), si evidenzia la perdita di oltre 3.000 attività manifatturiere (-0,5%)». Prosegue invece, a un ritmo sostenuto, la crescita in altri settori, come quello della fornitura di energia elettrica e gas, l’istruzione, la sanità e le attività legate all’alloggio e alla ristorazione.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    26 gennaio 2012

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