Il Billa chiude
con una telefonata 

Porcia, la comunicazione è arrivata ieri mattina dalla direzione, in mobilità 46 dipendenti. Nessun acquirente per il superstore, scatta lo sciopero di due ore per turno

    di Milena Bidinost

    PORCIA. Per il negozio Billa di Porcia non c’è nessun acquirente interessato, perciò in vista c’è la chiusura con messa in mobilità dei 46 dipendenti. Stesso destino anche per altri 5 negozi del marchio (4 al Nord e uno a Lecce), per un totale di 150 lavoratori che rischiano di restare senza lavoro.

    La chiusura, da quanto si è appreso, è prevista per marzo. A Porcia la notizia è stata comunicata ieri mattina ai dipendenti, dall’azienda con una telefonata. Fatto grave, visto che mercoledì a Roma direzione e sindacati si erano inconttrati per un vertice nazionale. In quell’occasione vana è stata la richiesta dei rappresentanti dei lavoratori di evitare la chiusura dei centri, per tutelare i 150 posti di lavoro. Perciò da domani scatteranno le mobilitazioni in tutti e sei i negozi interessati dalla chiusura.

    Per questi Billa avrebbe già pronta la comunicazione ufficiale alle organizzazioni dell’apertura della procedura di mobilità, al ricevimento della quale ci saranno i 75 giorni per legge di tempo per la chiusura della stessa.

    L’agitazione sindacale da domani sarà estesa anche agli altri 42 punti vendita Billa ceduti, a dicembre, al marchio italiano Conad per i cui dipendenti non c’è altrettanta certezza. «Partiamo intanto con due ore di sciopero a fine di ciascun turno – anticipa a nome delle tre sigle sindacali di categoria Cgil, Ui e Cisl il segretario provinciale di quest’ultima, Andriano Giacomazzi –. Dopo di che resta ancora di più determinate l’incontro in provincia previsto per il primo febbraio, al quale aggiungeremo anche una mobilitazione». Questo è quanto i sindacati andranno a riferire questa mattina in assemblea ai 46 lavoratori del superstore di Porcia.

    «Il clima tra i dipendenti – fa sapere Beppino Nosella, uno di loro e segretario provinciale del sindacato autonomo Conf Lavoratori – è teso. L’azienda oggi ha chiesto a tutti collaborazione, fino alla prevista chiusura che dovrebbe essere per marzo. Ma i lavoratori sono molto delusi dopo tutti questi mesi di tira e molla. Impossibile continuare per le vie diplomatiche – preannuncia – servono azioni forti».

    Dalla sede di Milano ieri mattina, come detto, con una telefonata in negozio la dirigenza nazionale di Billa ha fatto sapere la decisone presa ai capi reparto e ai rappresentati sindacali interni. Da qui il passa parola ai 46 lavoratori del negozio di via Roveredo. «Fino all’ultimo – spiega Giacomazzi – abbiamo chiesto all’azienda di darci tempo. Per Porcia in particolare il problema sembra essere l’assenza di compratori a causa del sito attuale per il quale è in scadenza il contratto d’affitto e rispetto al quale non c’è al momento alternativa».

    Per i sindacati diventa a questo punto determinate l’intervento delle istituzioni, Provincia e Comune in prima linea. Il primo febbraio è già in programma un incontro in Provincia al quale dovrebbe essere presente anche la proprietà. «Se il problema è il sito – conclude infatti Giacomazzi - chiederemo che sia percorsa la strada della cassa integrazione straordinaria per un anno, per consentire di trovare assieme alle istituzioni una soluzione a questo che rilanci le trattative di vendita».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    27 gennaio 2012

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