IL RETROSCENA

Ragazzi sedotti: «Vogliamo lavorare per il Giffoni»

SACILE «Innamorati cotti del Giffoni-pensiero». Fabio, Valentina, Rita, Rebecca, Davide e gli altri 600 ragazzi del Sacile-Giffoni film festival sedotti come al primo amore dalla filosofia creativa e...

    SACILE

    «Innamorati cotti del Giffoni-pensiero». Fabio, Valentina, Rita, Rebecca, Davide e gli altri 600 ragazzi del Sacile-Giffoni film festival sedotti come al primo amore dalla filosofia creativa e di lavoro del team di Claudio Gubitosi. Quella che ha fatto girare all’impazzata il cuore e la rete web di Facebook: foto, post e video taggati a migliaia sui profili e sui social network. aAmicizia grande – ne è certo Fabio Huqi liceale diciottenne – e un legame forte tra Sacile e Giffoni. Non c’è un Nord, non c’è un Sud: ci siamo noi e basta».

    Tra sogni e bisogni messi a fuoco nei cinque giorni di cinema a dosi industriali allo Zancanaro, è venuta a galla l’anima della generazione digitale. Diversi dalle generazioni “hippy” (con Woodstoock e rock nel sangue) o “yuppi” (con carriera e successo al traguardo), i nativi digitali crescono in simbiosi mediatica. La “bolla” dei sogni – incardinati tra cinema, arte e web – è atterrata sul concreto, a fine festival.

    «Vorrei lavorare a Giffoni – ha confessato il suo sogno Fabio –. Ci sono stato nel 2011 e mi è rimasto dentro. Il grande successo di questo primo film festival sul Livenza è una conferma». Il bello del festival? «Una grande esperienza in tempi minimi: a tutti i ragazzi è piaciuta”. Il massimo? «Andare a San Paolo del Brasile con Gubitosi dal 16 al 18 aprile: porterà nel suo festival carioca 4 ragazzi sacilesi». Dopo i titoli di coda? «Si pensa all’estate, quando riapre il festival a Giffoni: voglio esserci ancora». (c.b.)

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    29 gennaio 2012
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