E adesso i soldi si portano in Austria
sono tre i miliardi depositati in Carinzia

Da ottobre in poi l’importo dei depositi è letteralmente raddoppiato, nonostante i rendimenti molto bassi. «Registriamo un significativo aumento dei depositi – ha dichiarato al settimanale “Format” Dominic Köfner, portavoce di Hypo –». In altri tempi gli investimenti in Austria erano motivati dei rendimenti più vantaggiosi. Oggi la molla della fuga oltre confine è l’insicurezza. «Noi paghiamo il denaro al 2% - osserva Heimo Penker – contro il 6% che si potrebbe lucrare in Italia».

    di Marco Di Blas

    KLAGENFURT. Ormai siamo al «si salvi chi può». Dell’emergenza Italia, il “baratro” spesso evocato dal primo ministro Monti, sul cui ciglio ci saremmo fermati appena in tempo, si ha un riscontro anche a Villach, nei corridoi della Bank für Kärnten und Steiermark (Bks), che ha una delle sue filiali nella Hauptplatz, la “piazza principale” della città. Oppure in quelli della Kärnten Sparkasse, dietro il Park Hotel. O perfino negli angusti uffici della Schöller Bank, che solo gli iniziati conoscono, perché ha la sua sede quasi nascosta al primo piano di un edificio e soltanto una targa sulla strada.

    Da settimane in questi uffici si sente parlare molto la nostra lingua. Sembra di essere tornati al 1993 – anche quello un anno di emergenza, con l’Italia sul ciglio di un baratro – quando gli italiani arrivavano in processione davanti agli sportelli bancari carinziani per affidarvi le loro lire. Quelle scene si stanno ora ripetendo, anche se non esiste più la minaccia di una svalutazione della lira. Eppure lo stesso euro, affidato a mani austriache, ci appare più sicuro.

    Erano 1,5 i miliardi che in ottobre – secondo le rilevazioni della Banca nazionale austriaca – risultavano depositati da clienti italiani nelle banche della Carinzia. Da allora sono passati soltanto tre mesi e quell’importo si è raddoppiato. La stima questa volta è fatta da Heimo Penker, direttore generale della Bks, che per lunga esperienza conosce bene il settore bancario austriaco e conosce molto bene anche gli italiani (tra l’altro, è console onorario del nostro Paese a Klagenfurt). «Soltanto nella nostra filiale di Villach – ha dichiarato – abbiamo registrato un aumento dal 15 al 20 per cento dei depositi di cittadini italiani».

    La Bks fino al mese scorso aveva raccolto 300 milioni di euro da clienti giunti da oltre confine. «Ma ne avremmo potuti ricevere molti di più – precisa Penker – se la nostra banca non osservasse meticolosamente tutte le norme antiriciclaggio». In altre parole, la Bks ha accettato soltanto versamenti di provenienza certa e documentabile, per non favorire l’evasione fiscale o il trasferimento di fondi di provenienza illecita. Depositi italiani in crescita sono segnalati anche dal gruppo delle Reiffeisen Bank e dalla Kärntner Sparkasse, proprio quella che si è appena ritirata dal Nord Est d’Italia, cedendo le sue filiali alla Südtiroler Sparkasse.

    Del trasferimento di capitali in Austria sta beneficiando anche la filiale austriaca di Hypo Group Alpe Adria, le cui vicissitudini societarie che l’avevano portata sull’orlo del fallimento non preoccupano evidentemente i risparmiatori italiani. «Registriamo un significativo aumento dei depositi – ha dichiarato al settimanale “Format” Dominic Köfner, portavoce di Hypo –». In altri tempi gli investimenti in Austria erano motivati dei rendimenti più vantaggiosi. Oggi la molla della fuga oltre confine è l’insicurezza. «Noi paghiamo il denaro al 2% - osserva Heimo Penker – contro il 6% che si potrebbe lucrare in Italia».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    01 febbraio 2012

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