La casta contro i tagli. Anche 4 ex onorevoli friulani tra i 26 che si oppongono alle norme più restrittive della Camera. Molti i leghisti. Fontanini: sono scelte personali. I provvedimenti taglia-vitalizi approvati a Montecitorio prevedono che gli ex parlamentari debbano aspettare: non potranno ricevere il vitalizio già a 50 anni, ma a 60 o 65 (se eletti solo per un mandato) anni d’età.
UDINE. La corsa contro il taglio dei vitalizi al Parlamento parte anche dal Friuli Venezia Giulia: ventisei deputati o ex deputati hanno presentato dei ricorsi contro la decisione di ritardare i vitalizi a 60 o 65 anni. Di questi, ben quattro sono collegati al Friuli: si tratta di Edouard Ballaman, Roberto Asquini, Daniele Franz e Francesco Stroilli. Tre su quattro erano stati eletti nelle liste della Lega Nord, tanto che il segretario regionale del Carroccio, Pietro Fontanini, ha sentito il bisogno di prendere le distanze.
I provvedimenti taglia-vitalizi approvati a Montecitorio prevedono che gli ex parlamentari debbano aspettare: non potranno ricevere il vitalizio già a 50 anni, ma a 60 o 65 (se eletti solo per un mandato) anni d’età. Come ogni decisione, però, è possibile fare ricorso. E dal Friuli sono fioccate le proteste. Ieri a Roma si è riunito il Consiglio di giurisdizione di Montecitorio, l’organo competente per i ricorsi presentati contro la Camera dai parlamentari. Il collegio ha preso visione dei ricorsi e fissato l’udienza pubblica di trattazione delle cause al 18 aprile. Ora che la data è stabilita, si conoscono dunque i nomi dei 26 deputati ed ex deputati che contestano alla Camera le nuove norme previdenziali, che da gennaio hanno soppresso i vitalizi e introdotto il sistema contributivo.
Spiccano per numero i leghisti: 15 ricorrenti vengono dal partito di Bossi, 7 dal Pdl (inclusi ex Fi e ex An), tre dall’Ulivo, uno dal Prc. Sono soltanto tre i parlamentari in carica ad essersi appellati contro la decisione: i pidiellini Roberto Rosso e Giorgio Jannone e il leghista Daniele Molgora. Ballaman (ex presidente del consiglio regionale costretto a dimettersi per l’uso improprio dell’auto blu), Asquini e Stroili erano stati eletti nel 1994 nelle file della Lega, mentre Daniele Franz è stato eletto nel 1996 e nel 2001 nel gruppo di Alleanza Nazionale. Contattati ieri al telefono, gli ex parlamentari sono stati irraggiungibili. A commentare ci hanno pensato così altri esponenti del mondo politico.
«Questa vicenda non c’entra affatto con il partito e non lo tocca, perché si tratta di scelte personali», ha precisato Fontanini, segretario regionale della Lega. «Non riguardano il partito - ha aggiunto - perché comunque questi tre ex deputati sono tutti ex esponenti della Lega». Entrando nel merito dei ricorsi, Fontanini ha giudicato la scelta «politicamente inopportuna. Non capisco - ha concluso - perché i parlamentari non dovrebbero aspettare di andare in pensione come tutti gli altri cittadini». Critica anche Debora Serracchiani: nella lista - ha detto - «spicca un doppio primato: quello della Lega, e quello, purtroppo, del Friuli Venezia Giulia. C’è poco da stare allegri».
©RIPRODUZIONE RISERVATA