La laguna sta ghiacciando:
spettacolo e allarme fauna

Aspetto inconsueto per i canali con il grande freddo: un precedente nel 1985. Ma se la temperatura non si alzerà potrebbero essere a rischio migliaia di uccelli

    di Francesca Artico

    MARANO. Gela a causa del freddo, la Riserva naturalistica Valle Canal Novo di Marano Lagunare, creando uno spettacolo unico non solo per la bellezza e l’unicità del paesaggio, ma anche per la vista dei voli pindarici degli uccelli che stanno svernando, alla costante ricerca di cibo.

    E’ già da alcuni giorni che la acque della riserva sono gelate, ma ciò, ad ora, non ha messo in difficoltà le migliaia di uccelli che ogni anno provengono dal Nordest dell’Europa (500 azavole, 300-400 germani reali, 200 folaghe, e 200 oche stanziali, oltre ad altre centinaia di specie di uccelli più piccoli) per svernare, che riescono comunque a procacciarsi il cibo, anche se alcuni (vedi l’airone cinerino) hanno già iniziato a nidificare, nell’entroterra, oltre al fatto che all’interno della riserva sono ovviamente protetti soprattutto dal responsabile, Glauco Vicario.

    Bellissimo vedere le oche “pattinare” sul ghiaccio, o il riverbero del sole sui corsi d’acqua gelati: scenografia perfetta per la storica cittadina. Più grave potrebbe essere la situazione che si profila per le altre migliaia di uccelli che svernano nella Laguna di Marano (dalle 5 alle 10 mila folaghe, le 2 mila alzavole, i mille germani reali, oltre agli svezzi, quattrocchi, ect.), nel caso in cui le raffiche di vento nei prossimi giorni cessassero, portando inevitabilmente la laguna a ghiacciarsi a causa delle basse temperature previste, mettendo così, i volatili, in seria difficoltà nella ricerca del cibo necessario alla sopravvivenza.

    Il pericolo gelo incombe anche sulle valli da pesca e dove l’allerta è già scattato in quanto, avendo queste l’acqua più dolce, con la mancanza di vento, le “vasche” di pesce pregiato potrebbero gelare mettendo in grave difficoltà la vita stessa di branzini e orate, in quanto con il ghiaccio che ricopre la superficie, dopo alcuni giorni questo non riesce più a respirare e muore. Già nel secolo scroso, precisamente il 1985, le valli da pesca di Marano e della limitrofa Carlino, ricche di pesce pregiato (orate, branzini, ect.), ebbero danni per diverse centinaia di milioni delle allora lire, e diversi allevatori ittici hanno realizzato nuovi impianti “riscaldati”, ma non tutti i vallicoltori hanno provveduto ad adeguare gli impianti e oggi, proprio loro, sono in allerta.

    Va evidenziato che dopo simili eventi, oltre ai costi per ripristinare le vasche pulendole e igienizzandole, si deve poi passare ai costi relativi alla semina del pesce e, da allora, per rimettere le valli in condizioni di essere produttive, cioè raccogliere il pesce, devono passare non meno di tre anni, un periodo non proprio breve per chi già è alle prese con difficoltà economiche legate oltre che alla pesca anche al caro carburante.

    La stessa situazione di disagi e mancati introitti potrebbe profilarsi, in caso la laguna gelasse, per la marineria maranese nella sua complessità, circa 300 pescatori che sarebbero impossibilitati ad uscire in mare con le imbarcazioni. É proprio per questo che gli anziani sperano che il vento non cali, e la marea continui a fare le “escursioni termiche”, altrimenti per l’economia della cittadina lagunare si profila un durissimo febbraio.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    03 febbraio 2012

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