Malati in stato vegetativo
«Non film, ma posti letto»

L’associazione “Oltre per ri-vivere”: «Basta sovraesposizioni mediatiche In regione ci sono 110 casi come quelli di Eluana. Servono residenze dedicate»

    di Giacomina Pellizzari

    UDINE. «No ai film, sì ai posti letto dedicati ai 110 pazienti in stato vegetativo». Tanti se ne contano in regione, metà sono assistiti a casa mentre 55 sono in ospedale. Di questi ultimi, 30 sono a carico dell’Azienda per i servizi sanitari “Medio Friuli”.

    Numeri e prese di posizione contro il finanziamento pubblico de La bella addormentata, il film di Marco Bellocchio che racconta anche la storia di Eluana Englaro e della scelta del padre Beppino di “liberarla” dal sondino naso-gastrico che la teneva in vita da 17 anni, arrivano dall’associazione “Oltre per ri-vivere” alla quale fanno riferimento i parenti dei pazienti in stato vegetativo permanente che hanno scelto di non seguire l’esempio della famiglia Englaro e di pretendere dallo Stato posti letto dedicati a questi casi. Ma andiamo con ordine.

    Lo scorso novembre, prima dell’intervento dell’Udc in consiglio regionale, la presidente dell’associazione, Nadia Scotti, aveva scritto alla Regione dissociandosi dal film di Bellocchio: «Lo stesso rispetto che si deve alla memoria defunta dovrebbe sconsigliare alla riproposizione, oltretutto ora anche in termini commerciali, di quelle stesse sovraesposizioni mediatiche che avevano contraddistinto le ultime settimane di vita di Eluana Englaro anche con gravi dilacerazioni all’interno della società civile».

    Per questa ragione, “Oltre per ri-vivere” auspica che il film non riceva le sovvenzioni pubbliche e che la Regione destini i 150 mila euro richiesti dalla società cinematografica all’assistenza sanitaria dei pazienti in stato vegetativo permanente. A cominciare, appunto dalla creazione dei posti letto dedicati. Anche perché nelle strutture sanitarie pubbliche quelli che ci sono si contano sulle dita di una mano. «A Cividale - sottolinea la signora Scotti - dovrebbero esserci 10 posti letto, in realtà sono 4 perché il personale non ce la fa, tant’è che la presenza dei volontari è costante.

    Detto questo, la presidente ricorda che una legge regionale prevede 10/12 posti per stati vegetativi e pazienti ammalati di Sla, ma quella legge non trova ancora applicazione. «I pazienti - continua la presidente - sono sparsi in reparti posticci nelle Mediche». Questo negli ospedali senza contare che quasi la metà delle famiglie, assiste i propri cari a casa. Lo fa andando incontro a grosse difficoltà economiche e organizzative.

    Un esempio per tutti: «A Grado abbiamo acconsentito all’organizzazione di una festa per raccogliere fondi da devolvere alla famiglia di una giovane di 27 anni che deve sottoporsi alla fisioterapia. Un servizio che costa 100 euro al giorno» fa notare la signora Scotti ricordando che «nessuno si ricorda di queste persone».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    03 febbraio 2012

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