Il governatore espone al premier le difficoltà della Regione per i tagli, benzina, Imu, tassa sulle barche ed energia
UDINE. È da riscrivere un nuovo patto tra la Regione Fvg e lo Stato sui temi delle compartecipazioni, dell’imposta municipale unica, e ancora sulla tassa di stazionamento per le imbarcazioni e sull’addizionale dell’energia elettrica. Dopo il patto firmato qualche anno fa tra il presidente della Regione Renzo Tondo e l’ex ministro delle Economia Giulio Tremonti, ci sarà una rinnovata intesa tra il Fvg e il nuovo governo.
Le richieste. Il presidente Fvg Renzo Tondo e il premier Mario Monti ieri hanno avuto un confronto a palazzo Chigi sulle risorse finanziarie tagliate che mettono in difficoltà il bilancio del Friuli Venezia Giulia. Ed è stata accolta la richiesta di Tondo di istituire un tavolo (affidato al sottosegretario Antonio Catricalà) per ridefinire i rapporti finanziari tra Stato e Regione Friuli Venezia Giulia. Monti ha preso atto delle richieste di Tondo, che ha rilevato come le manovre finanziarie del 2011 hanno modificato la situazione dei rapporti portando nei fatti a un superamento del patto dell’ottobre 2010.
Le cifre. Nei giorni scorsi il capogruppo del Pdl in consiglio regionale, Daniele Galasso, aveva evidenziato le cifre che penalizzano la nostra Regione: «Il decreto “salva-Italia” – aveva detto – ha assegnato alla Regione 205 milioni di oneri, più la sovrastima di 75 milioni per l’Imu, le perdite dovute all’aumento dei carburanti, le tasse sulle barche degli stranieri».
Le criticità. I punti critici della Regione sono già stati affrontati in precedenza con esponenti del governo (costo dei carburanti, Imu, tassa di stazionamento, addizionale sull’energia elettrica) e ieri Monti ha confermato che si sta lavorando per trovare le soluzioni.
Il debito. Il presidente del Consiglio ha particolarmente apprezzato l’operazione di abbattimento del debito regionale, che è parte di quello più generale dello Stato, sulla quale Tondo lo ha informato illustrando la situazione generale della regione e le scelte derivanti «dall’utilizzo responsabile dell’autonomia speciale che contraddistingue la storia del Friuli Venezia Giulia». Tondo, affermando di voler continuare con convinzione su questa strada, ha ribadito le ragioni della specialità regionale, che ha saputo accollarsi i costi della sanità, la responsabilità di gestione degli enti locali, la programmazione e la realizzazione di infrastrutture importanti anche per il Paese.
I commenti. «Ho potuto illustrare a Monti le nostre ragioni – ha detto Tondo – e ho trovato attenzione per i nostri problemi. Sono fiducioso perché, pur nelle serie difficoltà che vive il Paese, abbiamo avviato un percorso per giungere a soluzioni che tengano conto della specialità e della particolarità del Friuli Venezia Giulia». Soddisfatto anche il coordinatore regionale del Pdl Isidoro Gottardo: «L’incontro è servito a far capire che in Friuli Venezia Giulia non ci sono privilegi e quindi che possiamo essere fiduciosi sul fatto che il rapporto fra Regione e Stato tornerà a incanalarsi nel più giusto rapporto. Tondo, conti alla mano e con fatti documentati, ha dimostrato al capo del governo Monti come l’autonomia del Friuli Venezia Giulia, a differenza forse di altre, non ha e non ha mai goduto di privilegi; l’uso che si è fatto e che la Giunta Tondo in particolare ha fatto, è esattamente nel solco di ciò che Monti chiede a tutti. Ci sono le giuste premesse – ha concluso Gottardo – perché il rinegoziato riporti il rapporto al rispetto reciproco delle prerogative costituzionali».
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