Illustrato il bando di studio, ricerca e assistenza per il reparto di chirurgia plastica. Si taglieranno le liste d’attesa e si punterà a migliorare gli interventi al seno
UDINE. La morte di una giovane donna, moglie, madre e professionista, trasformata in un’opportunità di lavoro, di scoperta e aiuto per la ricerca e per il mondo della sanità e assistenza locale. E’ questo il senso della “borsa di studio, ricerca e assistenza” dell’Andos (l’Associazione nazionale donne operate al seno, comitato di Udine) in memoria della nostra collega, la giornalista Paola Lenarduzzi, morta lo scorso novembre, vittima di un tumore.
L’iniziativa è stata illustrata ieri dalla presidente dell’Andos di Udine, Mariangela Fantin, dal direttore della Chirurgia plastica dell’Azienda ospedaliero-universitaria, dottor Mauro Schiavon, e dal direttore generale dell’Aoud Carlo Favaretti. Un’iniziativa vissuta con emozione e commozione, come ha sottolineato lo stesso Favaretti, da tutti quanti in questi anni hanno conosciuto per lavoro, e non solo, Paola Lenarduzzi.
L’accordo tra l’Azienda ospedaliero-universitaria e l’Andos è finalizzato al bando di una borsa di studio per la selezione di un chirurgo plastico che lavorerà, da settembre e per tre anni, nella struttura di chirurgia plastica del dottor Schiavon. Il tutto grazie ai fondi raccolti dall’Andos in questi mesi, grazie anche alla generosità di quanti, parenti, colleghi e amici, hanno conosciuto Paola e l’hanno voluta poi ricordare attraverso una raccolta di fondi.
Questa borsa di studio “regalerà” di fatto un chirurgo in più al reparto, con possibili rilevanti effetti sull’attività della struttura, a cominciare dall’abbattimento dei periodi di attesa, ma senza dimenticare il potenziamento della qualità degli aspetti chirurgici. «Come struttura ospedaliera - ha spiegato il dottor Schiavon - realizziamo circa 200 interventi di ricostruzione del seno ia seguito dell’asportazione di un tumore. Anche se sono operazioni che durano fino a sette ore, spesso si tratta di interventi parziali, ai quali entro sei mesi dovrebbero seguire poi quelli definitivi.
Spesso però l’attesa supera l’anno. Ma con questa borsa di studio, assistenza e ricerca puntiamo anche a migliorare la qualità dei nostri interventi. Stiamo puntando sulla ricostruzione al seno con tessuto autologo, evitando le protesi. Si tratta di una svolta visto che l’età delle donne operate si sta abbassando sempre di più».
La presidente dell’Andos Fantin ha ricordato poi come è nata l’idea di questa borsa di studio: «A metà del 2011 abbiamo subito risposto positivamente a una proposta in tal senso del dottor Schiavon. Ne parlammo anche con Paola Lenarduzzi. Non avrei mai pensato che questa borsa alla fine venisse dedicata proprio alla sua memoria».