La rabbia della Carnia
contro Contador
Lo sfogo del’ex commissario della Comunità montana: «Ci ha traditi due volte, ha fatto saltare il Crostis e non era pulito»
UDINE. Ci sarà mai un processo contro “i sabotatori del Crostis”? Quasi impossibile. Ma se mai coloro che boicottarono all’ultimo momento il passaggio della tappa del Giro d’Italia sul Monte Crostis e successiva Panoramica delle Vette, finiranno un giorno alla sbarra, la Comunità montana della Carnia, o l’Unione dei comuni che ne ha preso l’eredità, potrebbe costituirsi pare civile.
Fantascienza? Forse. Ma è il succo della clamorosa provocazione lanciata ieri dall’ex commissario dell’ente, Giovan Battista Somma, all’indomani della squalifica per doping del “grande nemico” del Crostis, Alberto Contador.
L’iberico, come si ricorderà, in maggio ha dominato la corsa rosa, una competizione affrontata (come le restanti corse della stagione) con la spada di Damocle del procedimento antidoping aperto dall’Uci. Ma, dopo la ricognizione effettuata in primavera su un Crostis ancora attanagliato dal ghiaccio, aveva lanciato l’allarme definendo l’inedita montagna carnica un “nido di precipizi”. Il campione era poi sembrato convinto dalle rassicurazioni degli organizzatori, che avevano messo in sicurezza il tratto di discesa verso Ravascletto con abbondanti protezioni. Tuttavia, quando i direttori sportivi, su tutti quello della Saxo Bank, la squadra di Contador, avevano convinto la giuria a cancellare la montagna, i carnici, la mattina del 23 maggio trovarono il responsabile: Contador.
Di qui le proteste in corsa, e a Tualis, ai piedi cioè del Crostis, dove la carovana non fu fatta passare per questioni di ordine pubblico. Ora, con il ciclista spagnolo condannato lunedì a due anni di stop per doping e privato della vittoria del Giro d’Italia 2011, in Carnia la rabbia monta di nuovo. Perchè? Semplice: la gente si sente tradita due volte dal corridore, “reo” prima di non aver voluto fare il Crostis e dopo di aver corso e vinto “con la coscienza sporca”. E capo della protesta è Giovan Battista Somma, ex commissario della Comunità montana. Che ha titolo a parlare perchè proprio dalla Comunità montana nei mesi antecedenti alla questione Crostis arrivarono i finanziamenti (quasi un milione di euro) necessari a completare la sistemazione della Panoramica delle vette.
«La Carnia non merita di esere considerata un banco di prova per poter salire sotto i rifolettori di un palcoscenico mondiale - spiega - utilizzando mezzi non consentiti dalla giustizia sportiva e quanto accaduto nel 2011 sul Crostis non può essere considerato un semplice fatto di cronaca e deve diventare un monito nei confronti di chi intende sporcare le nostre montagne da raggiri e interessi economici che con lo sport, nel più alto senso di valorizzazione delle potenzialità agonistiche intellettuali e morali, non hanno nulla a che fare. L’orgoglio della nostra gente deve essere difeso».
Già, se ci sarà mai un processo ai “sabotatori del Crostis” la Carnia è pronta ad alzare la voce.
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