Il comitato chiede alla Regione di mettere a disposizione dei cittadini il milione di danni richiesto. Vogliono anche la riapertura dei servizi igienici nelle stazioni. Riccardi: decideremo oggi la strategia
UDINE. «La Regione Friuli Venezia Giulia metta a disposizione degli abbonati la sanzione pecuniaria decisa per il 2011 nei confronti di Trenitalia, circa un milione di euro. E si riaprano i servizi igienici chiusi nelle stazioni a cominciare da quelle di Gemona, Carnia e Tarvisio, recentemente chiusi, senza motivo da Rfi».
Lo chiede il Comitato Pendolari dell’Alto Friuli, in una lettera inviata all’assessore regionale ai Trasporti, Riccardo Riccardi, alla vigilia dell’incontro – in programma oggi – tra gli stessi comitati, il rappresentante di Giunta e Trenitalia. Il provvedimento, ricordano i pendolari, «è già stato applicato dalle altre regioni italiane e peraltro previsto espressamente in specifiche norme contrattuali. Il “bonus” è una forma d’indennizzo, seppur parziale, doverosa per l’utenza che da anni subisce i disservizi di Trenitalia, un chiaro segnale di civiltà e rispetto nei confronti di tutti quegli oltre 20.000 pendolari regionali che quotidianamente - sottolinea la missiva - usufruiscono di questo servizio pubblico di trasporto».
Nel testo, i pendolari segnalano «un significativo decadimento della qualità del servizio ferroviario regionale su tutte le tratte, con soppressioni, ritardi e disagi». In particolare, dall’inizio dell’anno sono denunciate lungo la linea Pontebbana 35 le soppressioni e otto ritardi superiori ai 30 minuti. Ma non è tutto: il Comitato mette in evidenza l’ennesimo disservizio a bordo, con servizi igienici non funzionanti (vedi articolo qui a fianco): «Un treno non può, per legge, circolare con servizi igienici guasti o non funzionanti e quanto accaduto venerdì scorso non può essere assolutamente tollerato».
Intanto, l’assessore regionale Riccardi rinvia a stasera (l’incontro è in programma, a Udine, alle 18) ogni commento: «Prima voglio incontrare il Comitato; le sanzioni sono state contestate e formalizzate. Decideremo assieme come muoverci».
E sul treno che contesta i disservizi c’è anche il capogruppo Pd in consiglio regionale, Gianfranco Moretton: «La gestione dei treni deve cambiare subito registro, non possono essere più tollerate continue soppressioni, disfunzioni e disservizi di vario tipo sopportati ormai quotidianamente dai passeggeri. Nonostante il grande impegno profuso da Riccardi per risolvere questi problemi, nulla è cambiato e i pendolari devono ancora subire grandi ritardi negli spostamenti in treno da Udine a Trieste e da Trieste a Venezia».
Moretton si è soffermato, poi, anche sulla «sporcizia nei vagoni» e «l’aumento delle tariffe». «Ci saremmo aspettati un trattamento migliore da Rfi e pure dallo stesso Riccardi considerato che la nostra Regione ha investito decine e decine di milioni di euro per acquistare diversi locomotori», ha aggiunto, invitando la Giunta regionale e se necessario lo stesso presidente Renzo Tondo, a «intervenire energicamente». I pendolari «meritano un trattamento adeguato innanzitutto rispettoso della persona», ha concluso il consigliere del Pd.
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