Il presidente Terpin conferma la trattativa con le banche per la terza corsia. Stessa operazione fatta per la trasformazione di Friulia
PALMANOVA. «Se dovesse servire a realizzare la terza corsia sulla A4, daremo in pegno le azioni di Autovie Venete», parola di presidente Tondo.
Dopo un anno di «estenuanti» trattative con una cordata di istituti bancari per ottenere il prestito miliardario (1,8 miliardi per l’esattezza) necessario per allargare l’autostrada tra Venezia e Trieste il governatore conferma all’emittente televisiva locale Free che la trattativa è in dirittura d’arrivo e che in gioco ci sono, appunto, le azioni della spa.
Dichiarazioni che scatenano la reazione del capogruppo del Pd in consiglio regionale, Granfranco Moretton («una simile decisione va portata in consiglio»), ma anche quella del presidente di Autovie, Emilio Terpin che, sicuramente, avrebbe preferito il silenzio fino a contratto firmato.
«Siamo in dirittura d’arrivo, dopo mesi e mesi di trattative con le banche – attacca Terpin –. Più di un anno di delicati confronti, resi ancor più difficili dalla situazione economico-congiunturale. Chiunque, in un simile momento, predicherebbe prudenza e silenzio, invece, non è così. Ma è così difficile da capire che qualsiasi notizia, interpretata male, può creare danni di non poco conto? Evidentemente sì. Io stesso, da tempo, mi sono imposto il silenzio e dopo questo dovuto chiarimento aspetterò l’eventuale firma sul contratto prima di esternare nuovamente».
«Detto questo – continua il presidente di Autovie Venete – veniamo a queste “incredibili” dichiarazioni. Il tema che fa tanto scalpore è talmente banale che sono quasi in difficoltà nel commentarlo. Facciamo un esempio: se domani mattina Emilio Terpin o Renato D’Argenio entrano in banca per chiedere un mutuo di 100 mila euro per acquistare la casa la prima cosa che ti chiede la banca è un’ipoteca. “Ecco i soldi” (forse, visti tempi, ndr), ma finchè non finisci di pagare il tuo bene è una garanzia per la banca. Era ed è sempre stato così».
Terpin è un fiume in piena: «Se in banca si presenta una persona giuridica e non una persona fisica, l’istituto di credito chiede in pegno azioni della società. Di più: se la società – non è il nostro caso – non dovesse essere abbastanza solida si spingerebbe a chiedere le fideiussioni ai soci».
«Domanda: perchè tutti si stupiscono oggi se le banche cui abbiamo chiesto un miliardo 800 milioni pretendono delle garanzie? Altro quesito: pensate veramente che se fosse passato il piano della giunta precedente (Illy, ndr) le banche avrebbero dato i soldi senza chiedere garanzie, magari invitandoci tutti a cena? È la stessa operazione fatta per la trasformazione di Friulia in holding».
Emilio Terpin non si ferma più. «C’è un altro particolare molto importante che va a questo punto aggiunto: nessuno ci ha messo la pistola alla tempia per fare l’operazione. Noi, come farebbe chiunque va a trattare con un banca, verificheremo se l’offerta e le garanzie sono accettabili, se le formalità sono corrette, se tutta l’operazione è sostenibile. È evidente che quando avremo il pacchetto completo, la valutazione sarà fatta analizzando caso per caso e se l’operazione sarà possibile, secondo le valutazioni del buon padre di famiglia, la fermo; in caso contrario penseremo ad altro. A oggi – insiste il presidente – nessuno ha svenduto nulla, nessuno ha firmato alcunchè quindi gridare al fuoco al fuoco non alcun senso, perchè non c’è alcun fuoco. Questo continuo stillicidio di notizie non aiuta nessuno».
Intanto l’assessore regionale alle Finanze, Sandra Savino, rispondere alle dichiarazioni di Moretton (vedi articolo qui sopra, ndr): «Il consigliere capogruppo del Pd è preda di quello che Freud definiva il pensiero prevalente e non perde occasione di intervenire in maniera strumentale sulla delicata partita della terza corsia nella speranza di mettere in difficoltà la giunta Tondo. In un’operazione con questa complessità e di questi volumi – ribadisce Savino – dare alle banche a garanzia le azioni di Autovie è una prassi normale e Moretton lo sa benissimo». «Non ci risulta, invece, che ci siano mozioni o documenti posti a suo tempo alla discussione del Consiglio la decisione, della precedente amministrazione di centrosinistra di cui Moretton era vicepresidente, di procedere in occasione della trasfornmazione di Friulia alla vendita di ben 150 milioni di azioni di Autovie Venete alle banche».
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