Delitto Tulissi, perizia con il “buggy” nella villa

Il pm dei minori ha inviato la richiesta di incidente probatorio al Gip e alle difese. Verifiche per chiarire se Giacomo fosse sul luogo del delitto prima dell’omicidio

    di Luana de Francisco

     UDINE. Gli inquirenti tornano sul luogo del crimine. In quella villa di Manzano, cioè, nella quale, tra le 17.45 e le 18.33 dell’11 novembre 2008, Tatiana Tulissi fu uccisa con cinque colpi di pistola da un killer rimasto senza nome, nè volto.

    Lo faranno su delega del sostituto procuratore presso il tribunale dei minorenni di Trieste, Chiara De Grassi, che, in questi giorni, ha notificato alle parti la richiesta di incidente probatorio inviata al Gip e volta a verificare tutta una serie di elementi giudicati “rilevanti” ai fini della decisione dibattimentale che sarà presa nei confronti di Giacomo Calligaris. Ossia del maggiore dei figli dell’imprenditore Paolo - oggi 20enne, ma 16enne all’epoca dei fatti -, rimasto l’unico indagato per l’omicidio della 36enne, dopo l’archiviazione disposta in gennaio dal Gip di Udine, su richiesta del pm, nei confronti del padre.

    Diversa la sorte di Giacomo, per il quale, benchè la stessa De Grassi, in settembre, avesse avanzato analoga istanza di archiviazione, il giudice triestino aveva invece disposto un supplemento d’indagine di sei mesi, accogliendo così sia le riserve sostenute in udienza dal procuratore capo dei minori, Dario Grohmann, sia l’opposizione depositata dal legale della famiglia della vittima, avvocato Laura Luzzatto Guerrini.

    La data non è stata ancora fissata, ma ciò che la perizia dovrà verificare è ormai deciso. Recuperando buona parte delle richieste d’integrazione sollecitate dall’avvocato Luzzatto, il pm ha indicato come “assolutamente necessario”, innanzitutto, un “test” sul buggy, cioè sul mezzo con il quale il giovane indagato arrivò nella villa di via Orsaria, nella quale Tatiana conviveva con il padre e dove, quella sera, i due si erano dati appuntamento, per portarlo a riparare.

    Si tratterà di verificare “la sussistenza o meno di segni di trascinamento, compatibili con il rotolamento di uno pneumatico, delle macchie di sangue presenti sulla pavimentazione del cortile”, nonchè “di macchie ematiche sugli pneumatici del buggy”, e la possibilità tecnica che quello stesso veicolo abbia raggiunto la posizione in cui è stato trovato dai carabinieri “senza transitare con alcuna ruota sopra le macchie di sangue rilevate nel cortile”.

    Il magistrato intende inoltre procedere all’accertamento dei tempi di percorrenza necessari a trasferirsi, a bordo di un buggy e nella fascia oraria in cui Tatiana fu assassinata, dall’abitazione dei nonni materni di Giacomo, a Villanova del Judrio, alla villa di Manzano, tenendo conto anche di possibili itinerari alternativi.

    Non è finita. Perchè dalla perizia ci si attende anche una risposta sulle zone del cortile nelle quali non è stata rilevata traccia del gocciolamento di sangue: si tratta di capire se la presenza o meno di sangue sugli abiti di Tatiana sia compatibile con una temporanea azione di tamponamento delle ferite al capo. Quesiti riguardano anche una macchia ematica rinvenuta sul lavabo dell’autorimessa e la visibilità, dall’esterno della villa, delle luci del cortile e dei locali (i parenti di Giacomo dissero di esservi passati davanti senza notarle accese).

    A dispetto di quanto evidenziato nella richiesta di archiviazione e diversamente anche da quanto argomentato dalla difesa, rappresentata dagli avvocati Massimo Cescutti e Cristina Salon, ora è lo stesso pm a giudicare l’esito dell’incidente probatorio - per il quale ci si avvarrà della polizia scientifica di Roma - fondamentale, per sostenere l’accusa in giudizio nei confronti di Giacomo.

    L’eventuale constatazione dell’impossibilità tecnica che il buggy abbia raggiunto la posizione di quiete senza calpestare le ruote, secondo il magistrato triestino, porterebbe a concludere che Giacomo si trovava sul luogo del delitto, prima che questo fosse compiuto. E in contraddizione con quanto fino a ora dichiarato dai suoi familiari, papà Paolo in primis.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA 

    09 febbraio 2012

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