La rivoluzione nella bozza del nuovo statuto. Redini a un direttore generale.
Il Pd insorge: «Cambia il progetto originario e Cividale perde la sua centralità»
CIVIDALE. Al posto del consiglio di amministrazione un consiglio di indirizzo; apertura ai privati e redini del festival in mano a un’unica persona: il direttore generale. Ecco, in sintesi, il nuovo statuto dell’Associazione Mittelfest.
Quelle annunciate a suo tempo, ovvero un paio di mesi fa – all’indomani del rinvio a data da destinarsi dell’assemblea per il rinnovo delle cariche –, erano modifiche lievi, smussature e aggiustamenti per rendere più efficiente la macchina gestionale e operativa del festival cividalese; quelli apportati, invece – stando alle anticipazioni che si raccolgono sui contenuti della bozza del nuovo statuto –, sono cambiamenti sostanziali.
Il processo di trasformazione delineato rivoluziona, di fatto, la struttura dell’ente. Spariscono, in primis, le figure dei soci fondatori (alias Regione, Provincia di Udine e Comune di Cividale), che finora detenevano poteri specifici e superiori a quelli dei soci sostenitori e aderenti, a cominciare dal diritto di nomina dei membri del consiglio d’amministrazione: ciò significa, in sostanza, che – se la proposta di riassetto statutario sarà approvata nella formulazione attuale – i singoli soci si troveranno esattamente sullo stesso piano.
Punto secondo, conseguente al primo: tra gli organi sociali scompare il Cda, che sarà sostituito da un consiglio d’indirizzo; diventa, nel contempo, organo dell’associazione il direttore generale, che sino a oggi – con il titolo di direttore artistico – era nominato dal consiglio d’amministrazione. Il consiglio d’indirizzo sarà eletto da tutti i soci, non essendo più prevista, come detto, la distinzione tra fondatori, sostenitori e aderenti: a differenza, così, di quanto avvenuto finora – tre componenti del Cda erano nominati dalla Regione, uno dalla Provincia, uno dal Comune e i rimanenti due dagli altri soci –, ciascun esponente dell’organismo sarà designato su indicazione dei vari soci, che diventeranno sei.
Ulteriore novità: pre-ribaltone era il Cda ad avere competenza nell’affidamento dell’incarico per la direzione artistica del festival (la quale risultava quindi organo delegato, che rispondeva direttamente al consiglio di amministrazione). Non sarà più così. Nell’imminente futuro – sempre se la bozza sarà ratificata – il direttore generale sarà nominato dal presidente del consiglio d’indirizzo (previa consultazione con l’assessore regionale alla cultura), cui spetterà il compito di stipulare lo specifico contratto. E il direttore generale avrà facoltà di designare, in piena autonomia, i collaboratori artistici e regolerà i relativi rapporti contrattuali; sarà lui, inoltre, a farsi carico della stesura dell’intero programma delle edizioni del festival.
Quanto basta, insomma, per far insorgere il Pd cividalese: «La linea prospettata – dichiara il capogruppo del partito, Rino Battocletti – dà concretezza a un piano di modifica del progetto originario di Mittelfest, preludio a una perdita di centralità della città di Cividale. La rassegna è snaturata, all’insegna di una filosofia che sembrerebbe puntare alla privatizzazione. L’aumento di prerogative e di autonomia previsto per la direzione equivale a minore possibilità di controllo da parte degli enti fondatori dell’Associazione: a tenere le fila della manifestazione sarà, infatti, un’unica persona. Il sodalizio vedrà sfumare, insomma, il suo carattere di unicità e si assimilerà a tanti altri, dal momento che il forte vincolo di missione culturale su cui si fonda il festival della Mitteleuropa verrà a mancare».
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