Commercio e liberalizzazioni:
Fvg autonomo come il Trentino

Il Tar di Trento difende la legge locale: «La deregulation non intacca la specificità della Provincia». Respinto, contrariamente a quanto deciso in regione, il ricorso presentato dalla grande distribuzione

    di Renato D’Argenio

     UDINE. Il Tar della Provincia autonoma di Trento “difende” la specialità: la deregulation imposta dal decreto Monti non può modificare la legge locale. Una sentenza – quella emessa venerdì – che riapre il dibattito sulle liberalizzazioni nelle Province e Regioni a statuto speciale. Rimette in discussione quanto, fin qui, detto sia dall’assessorato al Commercio, sia dal Tar del Friuli Venezia Giulia, e che da forza all’asse bipartisan voluta dal governatore Tondo per adattare il salva Italia alla specialità della nostra Regione.

    La situazione della Provincia di Trento è simile a quella della nostra Regione. Una norma – decisamente più restrittiva di quella promossa dall’allora assessore al Commercio Luca Ciriaini – che impone ai commercianti trentini undici (contro le nostre 29) domeniche aperte l’anno. Legge, inutile dirlo, che sta stretta alla grande distribuzione presente in quella provincia, per questo – approvato il decreto Monti – ha presentato ricorso. Così Pam, Oviesse e Upim si sono appellati al Tar chiedendo l’annullamento dell’ordinanza comunale di Trento, ma il Tribunale amministrativo ha respinto il ricorso. I magistrati Pozzo, Stevanato e Chettini si sono occupati della spinosa questione nell’udienza di giovedì e venerdì l’ordinanza è diventata pubblica. Ed è chiara: «L’ordinamento trentino, per la sua specificità, pare restare impermeabile alla norma di liberalizzazione».

    E ancora: «Al collegio sembra che la disposizione liberalizzatrice come modificate nel decreto “salva Italia” non sia immediatamente applicabile all’ordinamento trentino che già contempla una compiuta disciplina degli orari di vendita e dei giorni di chiusura degli esercizi». «Il provvedimento comunale impugnato – si legge ancora nella sentenza del Tar di Trento (tra l’altro a giorni si dovrebbe esprimere su un tema identico il Tar di Bolzano) – continua a trovare applicazione anche dopo l’introduzione del decreto “salva Italia” finché non sia modificata dal legislatore provinciale o, in alternativa, fino ad una pronuncia della Corte Costituzionale».

    Per Pam, Oviesse e Upim la partita non è chiusa: secondo i ricorrenti la legge provinciale resta in contrasto con il decreto Monti che liberalizza gli orari degli esercizi commerciali. Quindi, l’applicazione della legge provinciale produrrebbe gravi danni economici alle casse dei negozi che vogliono iniziare ad aprire la domenica.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    12 febbraio 2012

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