A Trieste raffiche fino a 168 chilometri. Oltre 500 chiamate ai vigili del fuoco. Voli cancellat. A Udine, a Pordenone si è registrato vento forte che ha causato danni, ma non è comparsa la neve
TRIESTE. L’ondata di freddo polare ha gelato ieri tutta la regione Friuli Venezia Giulia. A Udine, a Pordenone si è registrato vento forte che ha causato danni, ma non è comparsa la neve. Freddo e bora da record a Trieste. Strade come campi di battaglia a Trieste. Decine e decine di coppi distrutti a terra, cassonetti in mezzo alla carreggiata, tetti che volano via e finestre “ferite”, automobili e moto colpite da “proiettili” quali pezzi di camini, di grondaie, rami (e pure da alberi spezzati), vie chiuse alla circolazione di veicoli e pedoni. Un tir, nella notte fra venerdì e ieri, è stato rovesciato dalle fortissime raffiche di vento – al massimo a 168 chilometri all’ora - davanti a piazza Unità.
Proprio come poche ore prima era capitato a un camper. Altre tre persone sono rimaste ferite, fortunatamente in modo non grave, nell’arco della mattinata di ieri dopo essere cadute a terra a causa delle folate, com’era accaduto ad altre dieci il giorno prima. La bora ha messo in ginocchio Trieste anche ieri, in quella che dalle previsioni era stata annunciata come la giornata più difficile di questo logorante – meteorologicamente – inizio di febbraio.
Al gelo si è sommato ancora una volta il vento, che ha picchiato duro in special modo di notte e nell’arco della mattinata, calando leggermente di intensità lungo il prosieguo della giornata. La raffica da 168 chilometri l’ora, capace di superare i 163 del picco 2011, è stata registrata dalle apparecchiature dell’Osmer attorno alle 2 e, sempre nell’arco della nottata, impressionante è stata la continuità con cui la bora si è attestata sopra i 150 chilometri orari per lunghi tratti, portando la media dell’intera notte a toccare quota 100. Mai così forsennata da vent’anni a questa parte, con l’aggiunta di una presenza assai ingombrante: in otto degli ultimi dieci giorni. Un inedito nell’ultimo mezzo secolo. E pure la temperatura del mare, come riferiamo nel box a parte, è scesa ancora.
Il Comune, per limitare i rischi, aveva deciso già venerdì di chiudere le scuole di ogni ordine e grado nella giornata di ieri. E dallo stesso Municipio si rinnova, prassi ormai quotidiana nel periodo, «l’appello ai cittadini di limitare gli spostamenti e di restare in casa, soprattutto alle persone anziane».
Sono quasi 500 le richieste di intervento giunte dalla mattina di ieri al centralino dei vigili del fuoco di Trieste. Fino al pomeriggio ne sono state evase un centinaio. Si tratta, in linea di massima, di interventi di piccola entità come la messa in sicurezza di cornicioni, la caduta di calcinacci, danni ad antenne. I vigili del fuoco di Trieste hanno chiesto, e ottenuto, già da un paio di giorni rinforzi dai vari comandi regionali: Gorizia, Pordenone, Udine.
Voli quasi tutti regolari, invece, dallo scalo di Ronchi dei Legionari: gli unici voli cancellati sono stati quelli in arrivo da Roma (Fiumicino ha cancellato il 50% dei decolli) ieri mattina alle 9.20 e il conseguente ritorno alle 11.20 e lo stesso volo delle 18.30, sempre da Roma alle e rientro alle 19.15. Infine, l’Enel, in una nota, informa che il servizio di distribuzione dell’energia elettrica è stato ed è completamente regolare sia in Veneto che in Friuli Venezia Giulia.
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