Maltempo, la crisi della pesca
si aggrava danni per 10 milioni

Vertice domani in Regione con pescatori e i vallicoltori. A Marano e Grado perse oltre 10 tonnellate di pesce

    di Francesca Artico

    MARANO. I rappresentanti dei pescatori di Marano Lagunare e dei vallicoltori di Carlino-Marano e Grado non fanno cifre definitive sui danni subiti a causa del freddo e gelo, ma secondo esperti del settore la conta finale potrebbe portare tra i mancati guadagni e danni strutturali a una cifra non lontana dai 10 milioni di euro.

    Intanto domani a Trieste si terrà un vertice alla Commissione pesca con i rappresentanti delle categorie coinvolte dall’eccezionale evento atmosferico. Fabrizio Regeni, per la Coop San Vito di Marano, e Gialuca Zanutta per i 30 vallicoltori di pesce pregiato della regione (nessuna amministrazione comunale è stata coinvolta in questo incontro) presenteranno i dati della prima conta dei danni, affinchè la Regione possa valutare se ci sono le condizioni per richiedere al Governo lo stato di calamità naturale.

    Continua intanto la stima della strage di pesce pregiato nelle valli da pesca di Marano-Carlino e Grado, in quanto continuano ad emergere i pesci morti, sia quelli pronti alla commercializzazione, sia quelli per le produzioni dei prossimi due anni, depositatisi nel fondo della vasche di allevamento. Ad oggi, sono infatti andati persi oltre 700 quintali di branzini e circa 400 di orate, non ancora quantificate le specie dei cefalonei, si ipotizza che almeno altri 600 quintali verranno a galla nei prossimi giorni, ghiaccio permettendo.

    Ricordiamo che i pesci, causa del ghiaccio che ricopre le vasche di allevamento, non riescono a respirare e muoiono, oltre al fatto i branzini non sopportano l’acqua temperature inferiori ai 3 gradi, mentre le orate hanno bisogno di almeno 5 gradi per sopravvivere.

    Il pesce pregiato delle valli di Carlino-Marano e Grado rappresenta il 2% della produzione nazionale: si tratta di un settore che non conosce crisi, che oggi si trova ad affrontare non soltanto le perdite immediate ma i costi di ripristino delle vasche e la nuova semina (il seme per essere immesso sul mercato ha bisogno di tre anni di allevamento).

    Durissima la conta dei danni anche per il comparto pesca in laguna e mare, sia per la flotta maranese (300 pescatori) che per quella gradese (altri 150 operatori), che a causa del freddo, del gelo e del mare mosso, è già da oltre due settimane non si dedica alla pesca, con la motobarche ferme in porto. Perdite “importanti” soprattutto per la Coop San Vito, legate alla gestione del mercato ittico che perde ogni settimana circa 150 mila euro, non solo per la mancanza di pesce locale, ma anche per quello pregiato proveniente dalle valli, perdite che si ripercuote in mancati introiti per la Coop.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    12 febbraio 2012

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