Nimis, lite col sindaco:
vigile al pronto soccorso

Il dipendente si reca all’ospedale lamentando di essere stato colpito alla mano. Il primo cittadino: incidente casuale. La “guardia”: situazione delicata, non parlo

    di Domenico Pecile

    NIMIS. «Basta con questo ritornello dei buoni, dei cattivi e di quelli di Nimis. Io voglio che questa “fiaba”, questo modo di rappresentare i mie concittadini venga dimenticata per sempre». Legittima, sacrosanta aspirazione, quella del sindaco, Walter Tosolini. Ma sì, basta con i luoghi comuni: : “i buoni, i cattivi e quelli di Nimis” è un modo di dire noto in tutto il Friuli. Tosolini si spinge oltre e precisa che di lui in paese si dice essere «buono, troppo buono e che ogni tanto la bontà...».

    Nulla da eccepire, nemmeno qui. Peccato però... Peccato che anche i “troppo buoni” (e quindi non quelli di Nimis, stando alla fiaba di cui parla il sindaco) talvolta trascendano e si ritrovino (maledetta buccia di banana!), loro malgrado, a doversi giustificare. Ed è quello che lui stesso va spiegando uno spiacevole “face to face” con uno dei due vigili comunali, Federico Ruvolo, con quest’ultimo – al termine del serrato confronto – costretto a ricorrere a una visita medica dopo aver subito un colpo alla mano infertogli dal primo cittadino. La “vittima” preferisce non addentrarsi nel caso. E si limita a dire che «la situazione è delicata e io non voglio fare commenti. Voglio capire un po’ meglio il tutto».

    E alla domanda “ma è vero che non è la prima volta che accade un fatto del genere”?, replica secco: «Non dico nulla, cerco di capire». E da comprendere ci sono due cose: cosa è effettivamente accaduto venerdì mattina nell’ufficio del sindaco che ha costretto il vigile urbano a ricorrere al Pronto soccorso e perché è successo.

    La ricostruzione dei fatti – stante il silenzio del vigile urbano – è affidata in buona parte al racconto del sindaco. Sconsolato, rammaricato e preoccupato che quello che definisce un “incidente casuale” che può gettare altre ombre sull’amministrazione comunale che lui presiede dopo una netta vittoria elettorale e dopo un periodo che definire burrascoso è perlomeno eufemistico. Ma torniamo al vertice in municipio. Il sindaco convoca un summit con alcuni responsabili dei vari uffici. Argomento da dibattere, tra le altre cose: l’organizzazione del carnevale in programma domenica prossima e del mercato del lunedì. Qualcosa in fase preparatoria non ha funzionato. Stando a quello che dice il sindaco gli uffici non si parlano. C’è poca sinergia, insomma e forse scarsa collaborazione.

    Tant’è! Il dibattito, soprattutto tra il sindaco e il Ruvolo, come spesso, accade ultimamente si fa incandescente e ognuno resta inchiodato alle proprie posizioni. Ricorda il sindaco: «Stavamo discutendo animatamente, io mi ero alzato e facevo su e giù dal tavolo alla finestra. A un certo punto ho cominciato a battere il pugno: una due, tre volte, fintantoché ho colpito involontariamente la mano del vigile appoggiata sul legno».

    Un colpo sicuramente maschio (l’involontarietà non ci è data sapere) se è vero, come ammette il primo cittadino, che il vigile prima si è diretto verso il bagno per una copiosa abluzione d’acqua fredda e poi, su consiglio dello stesso sindaco, è partito in auto verso il Pronto soccorso per essere certo che il colpo non avesse lasciato “segni” o traumi. Incidente chiuso? No, sicuramente no. Le ruggini tra vigilanza comunale e sindaco avrebbero bisogno di un poderoso acido corrosivo.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    12 febbraio 2012

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