Vento e roghi: 50 emergenze in un giorno

Giornata di superlavoro per i vigili del fuoco fra tegole cadute, cornicioni pericolanti e canne fumarie in fiamme

    di Alessandra Ceschia

     UDINE. Coppi e transenne scaraventati a terra, cornicioni pericolanti, grondaie e lamiere sospese sull’asfalto. E ancora, edifici pubblici chiusi e case sfitte allagati dalla rottura delle tubature, incendi e perfino l’allarme del bestiame rimasto senza rifornimenti idrici. Quella di ieri è stata una giornata decisamente impegnativa per i vigili del fuoco, come lo sono state tutte, nel mese di febbraio.

    I quattro uomini impegnati nella sala operativa sono stati subissati di chiamate che hanno imposto interventi in via Del Bon per tegole cadute, in via Ermes di Colloredo e a Sant’Osvaldo per bloccare allagamenti provocati dalla rottura di tubi, ma anche a Buja, Lignano e a San Daniele. Cornicioni e lamiere pericolanti hanno impegnato le squadre anche a Latisana e a Osoppo, mentre nuovi incendi di sterpaglie si sono sviluppati, alimentati dal vento a Latisana, Pasian di Prato, Pradamano, Cervignano, Passariano, Passons e San Giorgio di Nogaro. E sono state ancora la canne fumarie in fiamme a far correre le autobotti da Tavagnacco a Tolmezzo, da Treppo Piccolo a Socchieve a Colloredo di Prato, in un rincorrersi di sirene.

    «In una decina di giorni – tira la somme il funzionario di vigili del fuoco Valmore Venturini – abbiamo effettuato oltre 500 interventi, con una media di una trentina di uscite al giorno e una ventina di notte».

    Tanti, troppi per i 200 permanenti in servizio fra il comando provinciale di Udine, dislocati fra il distaccamento di Tarvisio, Tolmezzo, Gemona, Cervignano e quello misto di Cividale che si sono avvalsi del prezioso supporto dei 250 volontari fra i quali quelli dei distaccamenti di Codroipo, Lignano, Latisana e San Daniele superimpegnati ieri. Va infatti considerato che, in questi giorni, la presenza di tre operatori più un capoturno si è resa necessaria per gestire la sala operativa. «Va anche detto – aggiunge Venturini – che manteniamo una presenza a Pesaro per la rimozione della neve e una squadra fissa a Trieste (con 300 interventi in coda da fare) dove è stato chiesto supporto anche da Capodistria oltre che da tutta la regione e dal Veneto. Non bastasse, la squadra di Latisana sta dando la mano ai colleghi di Venezia a che pure lavorano in situazioni di emergenza a Bibione».

    Proprio per arginare il fenomeno degli incendi, i vigili del fuoco ribadiscono l’appello a tener pulite le canne fumarie, a non buttare nei cassonetti la cenere ancora calda raccolta da camini e stufe, e a non bruciare stoppie nei campi. Ultima emergenza scoppiata in questi giorni quella che riguarda i rifornimenti idrici per il bestiame, specialmente in Carnia, resi difficili dal gelo che blocca le tubature. Una situazione che ha imposto alle autobotti dei vigili del fuoco continui spostamenti per garantire l’approvvigionamento.

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    12 febbraio 2012

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