Dopo uno duro scontro, maggioranza battuta: no al doppio incarico di sindaco di Palmanova e di consigliere provinciale
UDINE. Una serata storta. E un’assemblea da archiviare in fretta. Anzi, da dimenticare. Ma sarà difficile, perché dopo quello che è successo, gli strascichi politici sono inevitabili, con buona pace del segretario provinciale del Pd, Andrea Simone Lerussi, il quale assicura che l’incidente dell’altra sera non lascerà stimmate politiche.
Ma è uno dei pochi a crederci. Anche perché, suo malgrado, è stato proprio lui uno dei fautori di quello che definire un pessimo autogoal è un eufemismo. Dunque: il Pd convoca l’assemblea provinciale con l’intento di concedere la deroga a Francesco Martines che ricopre il doppio incarico (negato dallo Statuto del partito) di sindaco di Palmanova e di consigliere provinciale e capogruppo. Lerussi compie l’errore strategico, poi rinfacciatogli dagli “avversari”, di essersi proposto più che come segretario super-partes, come sponsor della proposta di deroga.
Lerussi era comunque in buona compagnia perchè la sua iniziativa era supportata dai vari Renzo Travanut e quindi dalla segretaria regionale Debora Serracchiani (assente), da Pietro Del Frate, da Ivano Strizzolo, dal segretario cittadino, Carlo Giacomello. In breve, la proposta di deroga arrivava dalla maggioranza interna al Pd. E che la serata sarebbe stata particolarmente calda lo si era capito dal considerevole numero dei presenti: circa un centinaio sui 124 aventi diritto al voto dell’assemblea.
Alla fine, la maggioranza ha incassato un doppio ko. Il primo è di essersi vista respinta la richiesta di votazione palese per l’eventuale concessione della deroga a Martines; l’altro, quello più duro da digerire, di aver subito una netta sconfitta ai voti. Contrari alla deroga si sono infatto espressi 52 votanti; 41 quelli a favore e 6 gli astenuti. Un voto giunto al termine di una riunione a tratti infuocata. Sono volate anche parole forti. Ed è stata fatta esplicita richiesta perchè l’attuale maggioranza avvii una verifica interna.
Per i “vincitori” del match, come avevano sottolineato nei loro interventi i consiglieri provinciali Shaurli e Travan, il problema non era personale, non riguardava cioè Martines, ma di principio. E il principio che è passato l’altra sera è stato: basta deroghe. Il “day after” del Pd è all’insegna dell’imbarazzo. E delle dichiarazioni anonime.
La verifica interna richiesta oltre che necessaria è probabilmente soltanto rimandata. In attesa anche di capire quello che farà Francesco Martines. Che potrebbe anche sbattere la porta in faccia al Pd.
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