Nuovo colpo di scena nelle indagini sulla morte di 14 donne tra il 1971 e il 1989 Una testimone individua l’uomo che era con Marina Lepre prima che morisse
UDINE. «L’ho riconosciuto, il mostro è lui». Una telespettatrice di Chi l’ha visto? ha telefonato alla redazione del programma dicendo di avere visto il mostro. Quella sera di 23 anni fa aveva visto Marina Lepre poco prima che morisse ed era in compagnia di un uomo. I due erano in un atteggiamento tutt’altro che amichevole che per la donna non lascerebbe spazio ai dubbi: a uccidere la Lepre sarebbe stato quell’uomo.
Quell’uomo che lei, a distanza di 23 anni, avrebbe riconosciuto osservando una serie di fotografie su presunti sospettati messa a disposizione dalla redazione di Chi l’ha visto. Questa sera molto probabilmente durante la trasmissione di Rai Tre andrà in onda un servizio che racconterà la telefonata e il riconoscimento.
Un riconoscimento che potrebbe dare un volto e un nome al mostro di Udine, autore di efferati delitti tra il 1971 e il 1989 quando morirono 14 donne, quasi tutte prostitute. Gli inquirenti però sono molto più cauti.
La testimonianza della donna, che aveva effettuato un riconoscimento anche 23 anni fa, è stata raccolta anche dai carabinieri coordinati dal capitano Fabio Pasquariello. E il procuratore aggiunto Raffaele Tito, che già aveva disposto il sequestro dello scialle indossato quella notte da Marina Lepre e consegnato dalla figlia alla trasmissione, è stato informato di tutto.
Non è escluso quindi che nei prossimi giorni la Procura disponga nuovi accertamenti. Perché l’uomo riconosciuto dalla telespettatrice non è il medico indagato dagli inquirenti perché sorpreso nei pressi della scena del delitto a invocare perdono dopo il grave fatto di sangue. Quel medico avrebbe potuto maneggiare un bisturi con maestria e quattro vittime presentavano ferite nette praticate con strumenti da taglio simili. La sua posizione fu però archiviata nell’aprile ’97 per mancanza di prove.
Nel febbraio 2007 il fascicolo fu nuovamente aperto in seguito al ritrovamento delle chiavi che la vittima stringeva in pugno. Non si scoprì mai a quale serratura appartenessero; quella del medico indagato era stata nel frattempo sostituita.
Ma il nuovo riconoscimento della donna potrebbe aprire nuovi scenari investigativi. Sullo scialle della Lepre potrebbero esserci le tracce del suo assassino. Che adesso potrebbero essere confrontate anche con quelle dell’uomo visto insieme alla Lepre poche ore prima che morisse. Dunque si riparte del 1989, dall’omicidio di Marina Lepre: è lei la chiave dell’intera vicenda.
Trovando il nome del suo assassino forse si potrà scoprire anche chi ha ucciso Maria Bellone, Luana Giamporcaro e Aurelia Janusheviz: le quattro donne assassinate quasi sicuramente dalla stessa mano tra le 14 uccise tra il 1971 e il 1989. Quasi tutte prostitute, quasi tutte in una sera di pioggia.
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