In 4 anni il Consiglio regionale ne ha approvate 79: 18 sono state impugnate, una abrogata. Moretton (Pd): un fallimento
UDINE. Dal 2008 al 2011 il consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha promosso 79 leggi: dodici nel primo anno, 25 nel 2009, 23 nel 2010 e l’anno scorso 19. Di queste 79 leggi una è stata abrogata e 18 sono state impugnate dallo Stato. Un record, quest’ultimo, che non depone a favore della “specialità” regionale e che facilita il ruolo all’opposizione che, con Riccardo Illy governatore, ne aveva promosse quasi 120.
È vero, manca circa un anno al termine della legislatura, ma viene difficile immaginare che nei prossimi dodici mesi il trend possa cambiare. «Possiamo, invece, affermare – spiega il capogruppo Pd in consiglio, Gianfranco Moretton – che non ci sono stati particolari impegni da parte del Governo Tondo e della maggioranza che lo sostiene, sia sotto l’aspetto amministrativo sia legislativo. Già qualche anno fa, avevamo evidenziato come il centrodestra fosse affetto dalla grave malattia del “fannullone” – continua Moretton –. Avevamo utilizzato questo termine convinti di stimolare l’orgoglio del presidente Tondo affinché sollecitasse la sua maggioranza a fare di più. Purtroppo ci sbagliavamo perché la situazione improntata alla più evidente negligenza è proseguita senza che nulla si modificasse. Anzi, il peggioramento delle condizioni di operatività del Consiglio regionale è sotto gli occhi di tutti, con l’aggravante che l’immobilità delle azioni legislative è strettamente legata anche alla inconciliabilità delle posizioni dentro il centrodestra».
L’opposizione punta il dito, poi, sulla debolezza di questa maggioranza: «Si preferisce non discutere alcuni vari provvedimenti di legge proprio in virtù di un mancato accordo fra i partiti della coalizione, in particolare la Lega Nord. E’ evidente a tutti il limitato numero di proposte di legge presentato dalla maggioranza – insiste il capogruppo Pd –, tuttavia se qualcuno obietta il fatto che è fondamentale considerare la qualità degli atti legislativi e non la quantità, anche in questo caso c’è una pecca: l’elevato numero di impugnazioni del Governo!».
Inoltre, ci sarebbe un ulteriore problema: «L’accordo con la Lega Nord su provvedimenti urgenti come il Ddl delle aperture dei negozi e del welfare non è reale. È un finto accordo che pagano i cittadini. Tutto ciò, ovviamente, produce effetti molto negativi alla comunità regionale, in particolare ai ceti meno abbienti che hanno estremo bisogno d’interventi di protezione sociale stante l’aggravarsi della crisi economica. Vogliamo denunciare questa situazione perché gli elettori devono conoscere la verità rispetto a una situazione che produrrà effetti negativi proprio in un momento in cui c’è assoluto bisogno di riforme per innovare e per rendere la Regione moderna, capace di rispondere adeguatamente a tempi di profonde trasformazioni sociali che richiedono azioni legislative rapide ed efficaci. Purtroppo nella nostra Regione non si muove proprio niente mentre Tondo continua ad annunciare riforme su riforme, ma che mai si realizzano».
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