In edilizia a rischio centinaia di posti

L’allarme di Confartigianato e Cisl che invitano gli enti locali a far partire subito le opere pubbliche

    Il comparto dell’edilizia in provincia di Udine vive una lenta agonia. La situazione è molto preoccupante. Bisogna intervenire al più presto». A lanciare l’allarme è il capo della categoria edile di Confartigianato, Gino Stefanutti, che lancia anche un appello agli enti locali: «Le amministrazioni pubbliche devono concedere piccoli appalti, anche se riguardano soltanto la manutenzione degli edifici, perché solo così possiamo dare ossigeno alla tante realtà del territorio che adesso stanno attraversando un momento molto grave, il più pesante di sempre». E ancora: «Le difficoltà sono cominciate già nel 2006, ma ora sono aumentate, stiamo per toccare il fondo». Insomma, secondo il rappresentante della categoria «è arrivato il momento di stringere i tempi», anche perché la crisi economica non aspetta. Intervenire, ormai, è un dovere assoluto, altrimenti la situazione, già fortemente compromessa, potrebbe sfuggire di mano. Questo comporterebbe il licenziamento di centinaia di lavoratori del comparto edile. E l’allarme era stato lanciato anche l’altro ieri dalla Cisl provinciale che, durante l’assemblea dei dirigenti, aveva annunciato «5 mila nuovi esuberi nella sola provincia di Udine e 10 mila in tutta la regione per la fine del 2012», in settori – era anche stato detto - «trasversali, anche se quello dell’edilizia resta uno dei comparti in maggiore sofferenza».

    Infatti, secondo Stefanutti, «ora i privati hanno molta paura d’investire e i nuovi cantieri sono bloccati, compresi i lavori di ristrutturazione. Le banche, inoltre, non concedono mutui facilmente e questo ha posto un freno a chiunque avesse l’intenzione di realizzare un intervento sulla casa». Tale situazione ha già comportato gravi perdite in tutto il comparto. «Basti pensare – continua a spiegare il referente del settore – che molte piccole imprese edili hanno dovuto licenziare molti dipendenti, ma questo è un impoverimento per tutta l’azienda, perché si perdono competenze professionali insostituibili». Inoltre – conclude -, «molti piccoli imprenditori, per tentare di rimanere a galla e resistere alla crisi, hanno impiegato le proprie risorse, ma, arrivati a questo punto, se il trend non s’inverte, non ci saranno più paracaduti e tantissimi lavoratori saranno licenziati».

    A confermare la gravità della situazione del comparto dell’edilizia in provincia di Udine, c’è anche Roberto Muradore, segretario della Cisl udinese e Bassa friulana, il quale, prima ha invitato gli enti locali «a sbloccare i fondi che sono già stati erogati per le opere pubbliche e che adesso non vengono utilizzati», poi ha sottolineato come, in un momento come questo, «si debba puntare sulla ristrutturazione degli edifici, che esalta anche le professionalità dei lavoratori delle piccole imprese edili».

    Renato Schinko

    22 febbraio 2012

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