Dopo la bocciatura di dicembre ieri la Sezione di controllo ha “certificato positivamente” il contratto.
Colautti (Pdl): è la conferma che il nostro percorso è corretto. Ora meno contrapposizioni e più dialogo
UDINE. La Corte dei conti ha detto sì. Ieri pomeriggio la Sezione di controllo della magistratura contabile ha comunicato all’amministrazione regionale la propria “certificazione positiva” alla pre-intesa tra Regione, Upi, Anci, Uncem e sindacati al rinnovo del contratto del Comparto unico. Un “contrattone” che vale 19 milioni di arretrati – cui vanno sommati 2,4 milioni di premi al personale – e che coinvolge circa 16 mila dipendenti di Regione ed enti locali.
A dicembre la Corte dei conti aveva bocciato il documento che è composto dal contratto collettivo del personale non dirigente del Comparto per il quadriennio normativo 2006/09 e per il biennio economico 2008/09. Ora la luce verde è stata accesa e la maggioranza di centro-destra può tirare un sospiro di sollievo.
Siglata la pre-intesa e ricevuto il via libera della magistratura contabile ora Regione, Upi, Anci, Uncem e sindacati potranno firmare il vero e proprio contratto definitivo, gesto che darà il via libera alle amministrazioni regionale e locali a liquidare quanto stabilito ai propri dipendenti.
La pre-intesa era stata raggiunta dopo aspri scontri e lunghe trattative, fino all’ultima mossa del centro-destra e dell’assessore alla Funzione pubblica Andrea Garlatti che avevano deciso di ritirare le proposte e rinviare la contrattazione a Roma, mentre oggi avviene a livello regionale. Le sigle sindacati più ferme nell’opporsi all’accordo sono sempre state Cisal, Cgil, Uil e Ugl, mentre Cisl e Csa sono stati i sindacati più vicini alle posizioni della giunta.
A dicembre la Corte dei conti aveva bocciato la pre-intesa evidenziando «un’incompatibilità economica della stessa rispetto ai tetti di spesa fissati dalla legge regionale 22/2010 nonché il mancato rispetto in alcune disposizioni contrattuali per particolari categorie di personale degli enti locali, dei principi di rilevanza costituzionale e di finanza pubblica sulla necessità del pubblico concorso per l’inquadramento in categoria superiore». Ieri la Corte ha di nuovo esaminato il documento, limato e corretto dalla giunta, e verificato che i rilievi di dicembre sono superati.
«È la conferma – dice il consigliere regionale del Pdl Alessandro Colautti – che il percorso intrapreso da giunta e maggioranza è corretto ed è la risposta che cancella tanti punti di domanda e strumentalizzazioni. La certificazione della Corte dei conti mi pare uno spartiacque importante per i dipendenti e la possibilità di aprire una fase nuova, fatta non solo di rivendicazioni ma di maggiore responsabilizzazione e di regole che possano, nel rispetto dei ruoli di ciascuno, portare a meno contrapposizioni e a maggior dialogo.
Più produttività e nuovi criteri basati sul merito per i premi – con una somma complessiva calata solo del 5% – significa migliorare la performance, l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa», conclude Colautti.
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