L’intersindacale risponde «no grazie» all’invito a tornare al tavolo della trattativa I responsabili delle strutture ai colleghi: la protesta è improduttiva, restiamo uniti
In ospedale, il fronte della protesta dei camici bianchi si spacca. Dopo l’assemblea indetta dall’Intersindacale medica per sfiduciare la direzione generale seguita dal tentativo di ricucire le relazioni sindacali del direttore generale, Carlo Favaretti, ieri il colpo di scena: prima l’intersindacale medica risponde «no grazie» a Favaretti annunciando che oggi spiegherà, in una conferenza stampa, perché non intende fare un passo indietro, poi arriva una lettera aperta firmata da 60 dei 63 direttori di Soc (Struttura operativa complessa) che invita all’unità. Questo il messaggio rivolto ai contestatori: «Non abbandonate la partita rifugiandovi nella protesta “ancien regime”. Uniamoci, non barattiamo piccole poste personali con le grandi questioni». Il documento è stato inviato ai vertici dell’azienda, della Regione, dell’università, al sindaco, Furio Honsell, e all’Ordine dei medici.
Inutile dire che si tratta di una partita delicata anche perché in ballo c’è il trasferimento nel nuovo ospedale. E se i medici sono convinti che il passagio comporterà una riduzione di posti letto, i direttori delle Soc sono altrettanto convinti che il nuovo ospedale offrirà «una prospettiva affascinante». Da qui l’appello: «Abbiamo bisogno di unità di intenti. Giova ricordare che il progetto del nuovo ospedale era stato affossato anche da coloro che avevano contribuito alla sostituzione intempestiva di alcuni direttori generali con metodi talora strumentali» scrivono i direttori nel ricordare che tali prese di posizione «hanno causato un ritardo di 5 anni e ingenti costi conseguenti al Servizio sanitario. Oggi il percorso è stato rimesso in moto e le direzioni generali delle aziende dell’area vasta udinese stanno dimostrando, per la prima volta, di voler collaborare seriamente». Lo stesso, sempre secondo i direttori delle Soc, sta facendo la direzione regionale dimostrando «attenzione e capacità di ascolto che da tempo mancavano». A loro avviso, insomma, «ripetere stancamente logori slogan, sentiti mille volte in occasioni precedenti negli ultimi vent’anni, sempre alla vigilia di elezioni regionali o del rinnovo delle direzioni, non apporta alcun contributo utile alla causa». I direttori sono convinti, infatti, che la mancanza di letti e la carenza di infermieri sono presenti in tutti gli ospedali italiani, da qui la domanda: «Dove pensiamo di andare con queste analisi? Appaiono affermazioni improduttive e inutili al perseguimento di risultati utili ai paradigmi della complessità nell’organizzazione della sanità». Queste le motivazioni per cui i direttori delle Soc del Santa Maria della Misericordia invitano i camici bianchi a non abbandonare la partita e il Consiglio regionale a fare un passo avanti sul numero delle aziende sanitarie che mentre si continua a discutere se devono essere 3 o una restano 6. Ma non solo, perché i direttori aggiungono: «Si riducono i finanziamenti, ma continuano a esserci troppe incertezze nell’allocazione delle risorse, in particolare per le funzioni più complesse. In quante sedi in regione è opportuno svolgere la chirurgia toracica? Come vogliamo organizzare l’assistenza al grande traumatizzato? E’ utile avere ancora 4 centrali operative del 118 quando la Lombardia ne ha una sola? Anche per l’edilizia sanitaria abbiamo visto troppi cambi di direzione rischiando di nuocere a Udine». E nel sollecitare scelte coraggiose, i direttori chiamano a raccolta la direzione, gli operatori, i politici e gli amministratori perché, sottolineano, «il nostro ospedale ha bisogno dell’intelligenza e delle proposte di ciascuno».
Ma l’Intersindacale medica non ci sta e, attraverso il presidente dell’associazione anestesisti rianimatori, Sergio Cercelletta, ripete: «La nostra non è una questione di incarichi. Ci siamo limitati a sollevare una serie di problemi legati all’ingresso nel nuovo ospedale, alla carenza di regole sugli accessi dei pazienti negli ospedali di rete e all’assenza della direzione sanitaria del Santa Maria per quanto riguarda le decisioni». I camici bianchi, infatti, non hanno gradito la replica di Favaretti ecco perché oggi, alle 16, puntualizzano la loro posizione nel corso di una conferenza stampa, nella sede dell’Ordine dei medici.
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