Dopo l’Emisfero, anche Media World e Self non chiuderanno la domenica. Meduna sceglie un calendario diversificato
PORDENONE. La linea dell’autolimitazione nel calendario delle aperture domenicale in provincia di Pordenone non passa. Se già l’assenza al tavolo convocato dall’Ascom di alcuni rappresentanti della grande distribuzione poteva essere considerata una prima risposta, l’annuncio comparso in evidenza nell’area che si affaccia sulla statale 13, adiacente all’Emisfero, in cui si annuncia l’apertura di tutti i punti vendita nelle giornate di domenica e lunedì, è indicativo della volontà di Media World, Piazza Italia, Self ecc., di approfittare di quel che la normativa nazionale consente, e quella regionale non vieta.
«All’incontro i rappresentanti di queste catene non avevano partecipato - ricorda Alberto Marchiori, presidente della Confcommercio provinciale -, peraltro a livello nazionale Media Word ha dato disposizione a tutti i punti vendita di tenere aperto la domenica e di non partecipare ad alcun tavolo locale, e ovviamente noi non possiamo imporlo. Abbiamo avviato il tavolo - prosegue Marchiori - ritenendolo un’iniziativa democratica necessaria per affrontare un problema che è di tutti. A questo invito molti hanno aderito partecipando, altri, come l’Emisfero, anticipando che si sarebbero allineati alle decisioni della maggioranza, altri ancora come Bennet hanno spiegato di aver optato per una sperimentazione che si concluderà a Pasqua i cui risultati saranno successivamente valutati. Meduna alterna chiusure e aperture. Dopodiché se c’è qualcuno che vuole tenere aperto a tutti i costi, lo faccia. La risposta credo più puntuale al problema, la stanno dando quelli che chiudono».
La correlazione apertura domenicale uguale maggiori incassi, a giudizio dell’Ascom non c’è. C’è invece, e andrebbe considerato, «un rapporto di convenienza dettato da costi e ricavi» Dal punto di vista normativo non tutto è perduto, «visti i ricorsi già depositati alla Corte costituzionale – aggiunge Marchiori -, e visti anche i pronunciamenti di altri Tar o le scelte di altre Regioni. Il Trentino Alto Adige ha fatto valere la propria specialità e anzichè adeguarsi alle norme nazionali, ha valorizzato le proprie. Il Friuli Venezia Giulia, a mio avviso, avrebbe dovuto fare la stessa cosa, invocando la specialità e quindi il diritto di normare la materia».
Una menzogna, poi, il fatto che le aperture domenicali siano «un problema di concorrenza. Il tema delle aperture non rientra in questa materia - a giudizio di Marchiori -. E’ invece un provvedimento tutto italiano per illudere gli imprenditori che vengono penalizzati da un ulteriore dispendio di energie e di costi in un settore in sofferenza».
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