L’arcivescovo per la Quaresima: c’è troppo consumismo.
E sulle domeniche Mazzocato dice: dedichiamole a Dio
UDINE. Invita a un’esame di coscienza profondo contro un consumismo che sta soffocando le persone e distruggendo le famiglie. Ma parla anche di una crisi economica, e non solo, da interpretarsi come “provvidenziale correzione di Dio”. Monsignor Andrea Bruno Mazzocato, arcivescovo di Udine, sfrutta l’occasione dell’avvio della Quaresima per lanciare alcuni messaggi profondi e precisi, capaci di far discutere credenti e non.
Ed ecco allora gli interrogativi-provocazione dell’arcivescovo. «Che posto ha Dio nella nostra vita? Viviamo solo per possedere e consumare beni materiali? La troppa fretta per le cose da fare per i nostri interessi quanto logorano i rapporti personali, soprattutto in famiglia?». Interrogativi ripresi dall’agenzia Sir (realtà della federazione italiana dei settimanali cattolici, sostenuta dalla Cei) che ha messo ieri sul suo sito Internet proprio l’intervento dell’arcivescovo di Udine tra i suoi approfondimenti.
«Mentre pensavo ad un messaggio da inviarvi per il tempo della Quaresima - scrive monsignor Mazzocato -, mi sono tornate alla mente alcune parole sul valore dell’educazione contenute nella scrittura anonima della Lettera agli Ebrei. Parole che indicano un aspetto fondamentale di ogni azione educativa e, cioè, la correzione. Ad un bravo educatore non può mancare il coraggio di correggere, pur sapendo di arrecare una sofferenza al figlio».
Ma cosa avrebbe scritto oggi, a noi, l’autore di questa Lettera? «Probabilmente - afferma l’arcivescovo - ci inviterebbe a guardare al momento di crisi, in cui ci troviamo, anche come ad una provvidenziale correzione di Dio. Pure a noi direbbe di non perderci d’animo ma di fare, piuttosto, un esame di coscienza personale e comunitario chiedendoci: che cosa vuol farci capire Dio in questo momento di prova? Quali erano gli interessi e i comportamenti che ci allontanavano dal Vangelo?».
Rimettere Dio al primo posto della propria vita è dunque un passaggio necessario, secondo Mazzocato, riscoprendo anche la domenica come “giorno del Signore”. «Non dobbiamo forse riconoscere che abbiamo fatto spesso confusione tra fini e mezzi? Che possedere e consumare cose materiali non soddisfa, alla lunga, il nostro animo e per questo non può essere lo scopo per vivere? Che i beni sono mezzi non da accumulare per sé ma da condividere in gioiosa solidarietà, specialmente con chi ha meno o nulla?».
E infine l’arcivescovo conclude. «Un tempo di difficoltà e di crisi non va giudicato necessariamente in modo negativo e sconfortato. Può essere, invece, un’occasione di rieducazione e di correzione da parte di Dio verso i suoi figli perché non si allontanino dalla strada “stretta” del Vangelo».
Una “strada” che in questi giorni l’arcivescovo di Udine Mazzocato ha riempito di appuntamenti con i fedeli e con i suoi preti. Dalla messa col rito delle Ceneri in Cattedrale con inizio alle 19 questa sera, fino alla veglia penitenziale con i giovani venerdì sera, sempre in duomo, a partire dalle 20.30. Senza dimenticare l’incontro con Enzo Bianchi, priore della comunità monastica di Bose in programma giovedì 1 marzo alle 18 in cattedrale.
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