Campoformido, i 154 operai della cartiera non lavoreranno fino al 3 marzo, ma i pochi ordini ormai fanno temere il peggio
CAMPOFORMIDO. La cartiera verde Romanello rischia la chiusura. Sono in corso azioni per salvare, con lo stabilimento di Basaldella, gli oltre 150 posti di lavoro e un’attività oltremodo lodevole dal punto di vista ambientale in quanto ricicla la carta. La situazione è convulsa. Si susseguono incontri a vari livelli; si attende a giorni la risposta dell’azienda all’allarme lanciato dai sindacati, che si fanno portavoce della forte preoccupazione dei dipendenti e chiedono interventi urgenti e risolutivi.
Al momento nella fabbrica di via della Roggia lavorano solo alcuni impiegati: 154 operai sono in cassa integrazione ordinaria, il provvedimento scadrà il 3 marzo. Un aumento consistente dei costi della materia prima e carenza di ordini hanno determinato la difficile situazione economica, i cui contorni sono quelli che purtroppo caratterizzano oggi numerose realtà, dalla stretta creditizia al crollo della domanda.
Come informa Paolo Morocutti, segretario Flc-Cgil, «sono in corso contatti per cercare possibili soluzioni. Si sono svolti incontri con la proprietà e con la Regione, ma nei prossimi giorni si attendono due vertici decisivi: lunedì 27 febbraio per le rappresentanze sindacali Cisl-Cgil è previsto un ulteriore appuntamento con l’assessore regionale Angela Brandi e il giorno seguente con il vertice della società, rappresentato dalla famiglia Mastagni, facendo seguito all’analogo incontro avvenuto 10 giorni fa».
Top secret sugli scenari ipotizzabili, tanto la questione è complessa. Corre voce dell’eventuale subentro di una diversa società, ma tutto ancora è possibile.
Sono in molti a sperare in una ripresa, innanzitutto le tantissime famiglie, in tempi in cui trovare un’occupazione alternativa è difficile. «La gran parte delle persone impegnate nella fabbrica, eccettuati alcuni lavoratori originari dai Paesi dell’Est – informa ancora Morocutti -, risiede in zona».
La cartiera Romanello è una realtà irrinunciabile per il territorio, oltre che un raro esempio di impresa ecologica che reinserisce virtuosamente i rifiuti nel ciclo dei consumi. Le produzioni sono essenzialmente carta da giornale (a Basaldella si riforniscono molti quotidiani anche nazionali) e ondulata da imballaggio. «Non viene abbattuto un solo albero – si legge sul sito dell’azienda - perché viene utilizzata esclusivamente carta da macero post-consumo. Una modernissima linea di disinchiostrazione trasforma il macero in un impasto privo di impurità e colore. L’impatto ambientale del procedimento industriale è minimo grazie all’utilizzo di detergenti biodegradabili».
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