Divorzio Confidi–Friulia: «Sono troppe le insolvenze»

Il presidente del Consorzio Pertoldi: «Buco di 2,1 milioni su 12 di garanzie». «La disponibilità a collaborare c’è ancora, ma i rischi non sono sostenibili»

    di Martina Milia

    UDINE. Il matrimonio si è interrotto più di un anno fa, ma non per divergenze “caratteriali”. Dietro alla separazione tra Confidi Friuli e Friulia c’è poca forma e molta sostanza: un buco quantificabile, in termine di insolvenza, in alcuni milioni di euro nell’arco di dieci anni e una propensione al rischio, da parte della finanziaria, che i consorzi di garanzia ritengono eccessiva e non più sostenibile.

    A dirlo, senza mezzi termini, è il presidente di Confidi Friuli Enzo Pertoldi che non vuole che passi l’idea che i consorzi che rappresenta snobbino la finanziaria regionale a differenza di quanto fanno quelli di fuori regione (come Neafidi e i Confidi lombardi che hanno avviato una collaborazione con Friulia).

    Pertoldi precisa che l’interruzione del rapporto con Friulia, verificatosi da più di un anno ha una motivazione precisa: «Dall’inizio dell’operatività, nel 2000, e fino al 2010, con la premessa che i rapporti erano con Confidi Industria, che poi nel 2009 si è aggregato con Confidi Udine e ha dato vita a Confidi Friuli, sono state rilasciate garanzie a favore di Friulia per circa 12 milioni di euro, con insolvenze pari a 2,1 milioni, vale a dire il 17,5%».

    Il Confidi Friuli svolge in via esclusiva l’attività di garanzia collettiva dei fidi, di controgaranzia e cogaranzia per favorire l’accesso al credito delle Pmi. «Il Confidi Friuli – come si legge nel sito - aggregando confidi di settori diversi diventa il primo ed unico confidi multisettoriale in regione possedendo così i numeri per diventare intermediario finanziario vigilato”. Una ragione in più, quindi, per prestare attenzione al rischio delle operazioni da sostenere.

    Ed è qui che si è incrinato il rapporto con Friulia. Dopo il primo passivo, più di recente, dal 2005 al 2010, «le garanzie a favore di Friulia hanno toccato quota 5,8 milioni con insolvenze per 1.520.000, pari al 26,2%» aggiunge il presidente. Si tratta di insolvenze, sottolinea Pertoldi, «notevolmente superiori alla media di sistema del periodo (sotto il 3%). E dunque, dopo avere peraltro dato disponibilità a riprendere il rapporto su basi di condivisione della valutazione del rischio profondamente diverse, abbiamo ritenuto inevitabile la decisione di sospendere l’operatività nel 2011, onde evitare ulteriori aggravi del conto economico considerata l’alta rischiosità delle pratiche appoggiate da Friulia». Come dire: la disponibilità a collaborare non è mai venuta meno, ma Confidi non può permettersi di prendersi i rischi che si prende Friulia, specie in questi anni di congiuntura rigida.

    I vertici del Consorzio non mancano poi di sottolineare che «Confidi Friuli è l’unico sul territorio a essere stato convenzionato con Friulia. Gli altri sei Confidi, eccezion fatta per Neafidi, non si sono mai convenzionati».

    ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    10 marzo 2012

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