Il lavoro pensando a chi non ce l’ha

Cervignano, la festa del primo maggio affronta i nodi della crisi economica

    CERVIGNANO. La tutela del lavoro, la difesa dei diritti dei lavoratori, la crisi occupazionale che sta interessando la regione, ma anche i costi e i privilegi della politica. Questi i temi affrontati durante la Festa del Lavoro. Non è mancata la polemica contro la scelta di alcuni negozi di rimanere aperti il primo maggio e lo scorso 25 aprile. Impossibile non notare gli striscioni della Fisascat regionale che contestavano le aperture festive. Migliaia le persone che hanno preso parte al corteo, aperto dai carri trainati da cavalli e da ventuno trattori seguiti dalla banda. Un evento condiviso da numerose amministrazioni della Bassa, dai sindacati (Cgil, Cisl, Uil e Cia) e dalle associazioni di categoria. Diciotto i sindaci che hanno sfilato per le vie del centro assieme a centinaia di rappresentanti dei comitati, da Legambiente ai No Tav passando per il Comitato per la vita del Friuli rurale. Immancabili l’Auser, Spi Cgil, il coordinamento donne Spi Cgil Udine, la camera del lavoro di Udine e la Fiom. Sul palco di piazza Indipendenza si sono alternati Alessandro Forabosco della Cgil, Gilbert Ulian, sindaco di Duran (paese francese dove tutti i cittadini discendono dagli emigranti di Ruda), il sindaco Pietro Paviotti, Giuliano Pozzar per la Cia, il segretario confederale della Uil, Paolo Carcassi, e il segretario regionale dell'Anpi, Luciano Rapotez. Il sindaco Paviotti, emozionato alla sua ultima apparizione in pubblico come sindaco, ha aggiunto: «Il Primo Maggio di Cervignano è una festa unica. Lo è per la grande partecipazione popolare e per la presenza dei trattori. Per me stata una grande emozione parlare su questo palco per dieci anni. Lunedì abbiamo presentato un libro dedicato al Primo Maggio a Cervignano, una storia che scriviamo tutti gli anni». Giuliano Pozzar, per la Cia, ha portato in piazza i problemi degli agricoltori. «Stiamo aspettando la direttiva nitrati – ha commentato – sono stati spesi 200 mila euro per studi di settore e ancora non ci sono risultati. Inoltre non ci sono i dati sulle fasce tampone per le semine vicino ai corsi d’acqua. E’ difficile lavorare così». Paolo Carcassi ha concluso: «Anni di conduzione irresponsabile hanno minato i fondamenti della nostra economia. Questo Governo ci impone tanto rigore ma nessuna equità e non c’è nessuno sviluppo. Bisogna incidere sui tagli alla politica. Infine chiediamo che i recuperi dell’evasione fiscale vadano ai lavoratori e ai pensionati».

    Elisa Michellut

    03 maggio 2012
    Casa di Vita

    Orzo, anche in polvere

    Altri contenuti di Cronaca

    Trova Indirizzi Utili

    Annunci

    • Vendita
    • Affitto
    • Casa Vacanza
    • Regione
    • Provincia
    • Auto
    • Moto
    • Modello
    • Regione
    • Regione
    • Area funzionale
    • Scegli una regione
    Tutte

    PROMOZIONI

    Negozi

    ilmiolibro

    Leggi gratis per una settimana oltre 100 ebook

     PUBBLICITÀ