Bolli auto, commercialista nei guai

Professionista udinese e due coimputati a processo per l’ipotesi di peculato

    Avrebbero trattenuto i pagamenti dei bolli auto di alcuni clienti, per un importo di circa 50 mila euro, e li avrebbero “girati” solo in un secondo tempo all’Agenzia delle entrate. Per l’ipotesi di reato di concorso in peculato, il pubblico ministero Maria Grazia Zaina ha chiesto la condanna di una commercialista, del titolare di un’agenzia di pratiche automobilistiche e di un suo collaboratore, rispettivamente a 3 anni e 6 mesi per la prima e a 2 anni e mezzo per secondo e terzo. I difensori, invece, nelle loro conclusioni, hanno chiesto l’assoluzione per i loro assistiti.

    Chiuso ieri il dibattimento, la sentenza del tribunale di Pordenone è attesa per i primi giorni di luglio. Gli imputati sono Felicia De Falco, 58 anni, commercialista di Udine, che all’epoca dei fatti contestati teneva la contabilità della filiale di Sacile dell’agenzia pratiche automobilistiche Deganis Mauro & c. di Spilimbergo; Mauro Deganis, 61enne di Dignano, che era il titolare della stessa agenzia; Francesco Bressan, 39enne di Fiume Veneto, collaboratore di Deganis, successivamente uscito dalla società. I primi sono difesi dall’avvocato Piero Pericolo del foro di Udine, il terzo dall’avvocato Marco Di Benedetto del foro di Pordenone.

    Secondo il capo di imputazione, la commercialista e i soci dell’agenzia avrebbero trattenuto il denaro destinato all’Agenzia delle entrate. L’agenzia di pratiche automobilistiche era delegata alla riscossione del pagamento dei bolli auto; il denaro, una volta incassato, doveva essere girato all’Agenzia delle entrate. In realtà, sostiene l’accusa, i soldi – due tranche, una di 23 mila 452 euro ovvero la riscossione dal 13 al 19 ottobre 2008 e una di 28 mila 41 euro, ovvero la riscossione dal 24 al 30 novembre – non erano stati immediatamente versati. Il pm ha parlato di un «quadro accusatorio convincente: la responsabilità dei tre esiste, è stata ricostruita e accertata»; quanto all’accusa di peculato, «è assodata», con un ruolo «preminente» della commercialista.

    Per l’avvocato Pericolo «Deganis non si è mai intromesso nella gestione dell’agenzia di Sacile» metre De Falco «non avrebbe potuto prima falsificare un bollettino e poi consegnarlo alla Finanza». Per l’avvocato Di Benedetto «Bressan versava nelle casse sociali quanto percepiva dai clienti. E’ stato sincero, anche laddove ha riferito circostanze che potevano essere non del tutto favorevoli». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

    09 maggio 2012
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